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Misofonia, l’odio del suono

Scritto da il 22 Agosto 2019

I suoni legati al corpo, come i rumori della gola o della bocca, non sono piacevoli per nessuno, ma per i misofoni si trasformano in una vera e propria tortura. In altre parole, in alcune persone si scatena la misofonia al solo sentire masticare, annusare, fiutare, sgranocchiare, respirare o semplicemente al vedere gesti ripetitivi come i piedi o le gambe in movimento.

Philippe Peignard

Odiate i rumori? Probabilmente siete misofoni. Niente paura, si tratta semplicemente di un disturbo molto comune, scoperto negli anni 2000 dai ricercatori americani Margaret e Powel Jastebroff.

Avete presente quel momento in cui siete al cinema e nel silenzio totale, magari in un attimo di suspense, e sentite il vostro vicino sgranocchiare i pop corn? 

Quel fastidio terribile che avvertite, legato al rumore prodotto da altri, si chiama misofonia e significa ‘odio del suono’. 

Uno studio condotto dalla Northwestern University nel 2015 ha affermato che questa patologia colpisce in primis le persone creative. La misofonia può manifestarsi in diverse fasce d’età: a partire dai 6 anni, ma in alcuni casi si presenta in età adulta. A seconda delle generazioni, il fastidio percepito può essere più o meno lieve. 

Esistono diversi metodi per combattere la misofonia: gli studiosi consigliano a tutti coloro che ne soffrono di sottoporsi a terapie cognitivo-comportamentali. 

Infatti, grazie a particolari tecniche che prevedono la concentrazione su sé stessi e l’isolamento dai fenomeni esterni come l’imitazione dei rumori che infastidiscono, uso di tappi per le orecchie o le cuffie del telefono con musica, è possibile controllare la misofonia. 

Un disturbo ancora poco conosciuto, che richiede molta attenzione e studio da parte degli scienziati.


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