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Meridiano di Sangue: un western atipico

Scritto da il 6 Novembre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Ain’t No Grave” – Johnny Cash

Meridiano di Sangue di Cormac McCarthy è un libro particolare. Ho sempre pensato che i racconti western non fossero semplicemente un susseguirsi di sparatorie, una lotta fra la legge e il crimine. Il western è invece sempre stato in grado anche di raccontare l’America sotto un aspetto più crudo. Parliamo della storia di un paese ancora grezzo, agli albori, ma che già presentava alcune delle caratteristiche che l’avrebbero reso quello che è oggi. E l’America non può che essere descritta tramite gli americani.

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Cormac McCharty

L’America raccontata in Meridiano di Sangue è spietata. Non da tregua al lettore, che sin da subito si trova catapultato in un vortice di violenza ed egoismo.

Sinossi

Ambientato a metà Ottocento, prima della Guerra di Secessione, nel libro seguiamo le vicende di un ragazzo di quattordici anni, dalla sua giovinezza fino all’età adulta. Per una serie di peripezie, il ragazzo finirà per unirsi ad una banda di cacciatori di scalpi, ovvero fuorilegge pagati per liberare determinate zone dai nativi americani. Per tutta l’opera seguiremo le crudeli scorribande del gruppo al seguito del freddo capitano Glanton, tra Messico e Stati Uniti.

Il giudice Holden e il resto della banda

Durante la lettura impareremo a conoscere i bizzarri membri della banda, tra cui spicca la figura del giudice Holden, simile a quella di un neonato cresciuto troppo. Corpulento e totalmente privo di peluria, il giudice Holden è il personaggio che più di tutti rimane indecifrabile fino alla fine. Egli è diverso dagli altri membri della banda: è istruito, parla bene e ha una conoscenza del mondo e della natura umana che forse lo portano ad essere il più pericoloso del gruppo. Durante l’eterno girovagare nel deserto lo troveremo più volte intento a prendere appunti, fare disegni, con l’obiettivo di non tralasciare nulla dell’ambiente che lo circonda. Non si tratta di mero interesse accademico, ma più del fatto che nulla deve sfuggire alla sua vista. Niente esiste senza il permesso del Giudice Holden.

Meridiano di Sangue
Un anziano della tribù Yuma

L’intera banda è costantemente descritta come una schiera di barbari, i cui colli sono spesso adornati da macabri ciondoli recanti dita e orecchie mozzate, trofei di numerose incursioni. Alcune delle scene più interessanti descritte nel libro riguardano proprio l’ingresso di questa nei vari centri abitati sperduti nel deserto. Una processione di persone senza scrupoli che, in sella ai loro cavalli, guardano dall’alto in basso gli abitanti di queste città, immersi in una povertà estrema. Le loro entrate in scena sono spesso seguite da occhi indiscreti, carichi di paura, di rabbia e di diffidenza.

Uno stile particolare

L’intera opera è circondata da un alone quasi mistico, decadente, reso grazie al particolare stile dell’autore nel descrivere scene ricche di dettagli, trasformando episodi apparentemente normali in scene infernali. Ed è forse l’estremo realismo con cui sono descritte le azioni, in particolare quelle più violente, come le sparatorie e gli agguati alle tribù indiane, a rendere il tutto più onirico, come se non fossimo in grado di metabolizzare una violenza così cruda, che in molte opere viene spesso abbellita da romanticismi fuori luogo. In Meridiano di Sangue nessuno muore da eroe, ma si limita semplicemente a morire, spesso ucciso da qualcuno.

Il ritmo delle battaglie e delle imboscate viene inframmezzato da lunghe scene di vagabondaggio nel deserto, spesso per seguire le tracce di qualche tribù, e dei bivacchi notturni. McCharty usa queste scene più “tranquille” per farci conoscere meglio i membri della banda, senza mai raccontare troppo. In questo modo il lettore si trova costantemente intento a cercare una ragione che possa “salvare” i protagonisti del libro rendendoli più umani. Ma questi personaggi sono forse fin troppo umani, aggettivo messo spesso in relazione all’idea di bontà e troppe poche volte a quelle di violenza e cinismo. La banda insegue il denaro e non si fa scrupoli se, per farl,o deve uccidere intere tribù di nativi americani, senza risparmiare nessuno.

Riposo sotto il cielo del deserto

Particolari sono invece le scene serali di bivacco, in cui gli uomini capitanati da Glanton si riposano e intessono discorsi dalle tematiche fortemente esistenziali, che sembrerebbero quasi stonare con la natura dei membri, ma che invece sono ben inserite nel contesto del libro. Addirittura, in uno dei capitoli, nascerà una discussione riguardo la vita su altri pianeti.

Per concludere, Meridiano di Sangue si impone come un libro in grado di raccontare gli aspetti più disdicevoli, quelli più nascosti, dell’America, come la sete di ricchezza e di violenza, il razzismo e, così facendo, dipinge un quadro completo della natura umana.


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