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Martin Lutero: lo scisma universale

Scritto da il 10 Novembre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “What if god was one of us” – Joan Osborne

E’ il 10 novembre del 1517, viene pubblicata La discussione sulla dichiarazione del potere delle indulgenze. Coincidenza (o predestinazione divina?) vuole, che l’autore sia nato lo stesso giorno nel 1483. Lo stesso documento la chiesa del castello di Wittemberg se lo trova affisso sulle proprie porte. Sono passate alla storia come “le 95 tesi” del – fino a quel momento – monaco agostiniano Martin Lutero.

Martin Lutero

La Storia, per quanto se ne possa discutere, è fatta dalle opere degli uomini. Opere che li hanno resi Grandi. E’ curioso considerare il fatto che proprio la discussione sulle opere, e sull’effetto che esse abbiano sul destino dell’uomo, abbia generato una concatenazione di eventi che la Storia giudica di portata gigantesca, capace di cambiare l’assetto del mondo allora conosciuto e la storia dell’umanità.

Una nuova era

De facto, quest’opera segna la scissione di un nuovo movimento religioso dalla Chiesa Cattolica. La sua pubblicazione non è da prendere alla leggera. Immaginate un mondo, quello del 500′, in cui il pensiero religioso regola la vita delle persone in ogni ambito e in ogni sfera sociale, dal povero contadino al Re. Un potere smisurato, che molti uomini hanno provato a ridimensionare, senza risultato, a parte quello di vedersi condannati come eretici e provare il beato martirio della scomunica e del rogo.

Tutto questo cambia. Complice una nuova visione Umanistica del mondo. Una visione che pone al centro l’individuo in rapporto alla realtà. Viene pertanto considerato anche il rapporto dell’individuo con Dio. Di conseguenza si passa dal medioevo all’epoca moderna.

Una rivoluzione

Cristo ha fondato il cristianesimo, ma era ebreo. Martin Lutero è il primo uomo moderno, a sua insaputa, ma resta sempre un uomo medievale, e un monaco cattolico prima di essere Luterano e Protestante. C’è da dire che le più grandi rivoluzioni della storia nascono a causa e a seguito di un viaggio. E, a Lutero, la protesta  viene in mente proprio a seguito di un pellegrinaggio. Il migliore che ci sia, quello diretto a Roma.

Una rivoluzione che interessa anche la capitale della Cristianità. Fervono i lavori. Un architetto e artista, tale Bramante, pone la prima pietra della ricostruzione della Basilica di San Pietro, per commissione di Giulio II. Raffaello poi interviene e Michelangelo completa. Un’opera monumentale, destinata a rimanere per l’eternità.

Il costo

I Pontefici intervenuti sono a capo di una città che solo da poco tempo, cinquant’anni o poco più, ha dimenticato l’oblio medievale in cui era caduta, al pari di un grande paesone, ed è ridiventata Urbe. Le tasse imposte ai cittadini non erano abbastanza. Per fortuna, oltre al potere politico, i Papi potevano contare sul potere spirituale. Il potenziale bacino di utenza era grandissimo, tutto l’occidente allora conosciuto. Ci voleva una grande strategia di marketing.

Cos’è che ogni cristiano desidera di più? La propria salvezza e quella dei propri cari. Un’intuizione geniale. Infatti, è proprio questa che si mette in vendita. La salvezza, il Paradiso, così come la condanna definitiva, l’Inferno, le possono concedere solo Dio, a lui il giudizio. Ma c’è un passaggio intermedio, semplifichiamo dantescamente, un luogo dove i peccatori espiano le loro colpe. Tanti anni quanto gravi sono i peccati: Il Purgatorio. Tutti siamo peccatori per natura, tutti ci passiamo. Secondo il concetto cattolico medievale. Il pensiero che l’anima debba passare in questo luogo un tempo indefinibile è lancinante per i fedeli. C’è qualcuno che può far qualcosa per abbreviarlo, per sé e per i cari? Una indulgenza?. Certo. Il Papa. In cambio di una moneta per San Pietro.  Più anni se paghi di più.

Un grande problema

Teorico, critico, e quindi pratico. Per Lutero e altri. Se il papa può, perché non lo fa per tutti? Per carità cristiana, perché tutti per natura, figli di Adamo, siamo peccatori, ma solo per quelli che possono pagare? Ad un uomo che, in più, è monaco ma intellettuale e moderno, benché medievale, questo punto pare un’ingiustizia e per di più un’eresia in seno alla Chiesa stessa. Tutti gli uomini, ricchi o poveri, sono a immagine di Dio. Eguali. Le fondamenta della nuova San Pietro hanno uno scossone alla base. Inizia per Martin Lutero un periodo di intenso studio, volto a screditare la pratica dell’indulgenza. Non per partito preso, ma per ricercare la verità. Lutero passa anni a teorizzare le sue tesi.

Le opere e la fede

Secondo gli studi di Lutero, il favore di Dio non è qualcosa che si possa guadagnare, ma vi si accede per immeritata benignità, per grazia divina, che viene concessa solo a coloro che manifestano fede. E’ la dottrina che si definisce giustizia di fede. In pratica, supportata dalle parole bibliche di San Paolo, se qualcuno compie buone opere ma non ha fede, è uguale a uno senza fede e non erediterà il Regno dei Cieli. Allo stesso tempo se uno ha fede, ma non la esercita, perché la manifestazione naturale della fede sono le azioni, allo stesso tempo non guadagnerà il favore divino.  Non sono le opere, le azioni di penitenza o le indulgenze, a farti guadagnare la Grazia Divina.  Ma tali opere sono uno strumento necessario perché l’uomo acquisti Fede. La fede è l’unico intermediario di grazia. E la fede si acquista solo sulle opere. Il vivere quotidiano si deve basare sulle scritture, e l’esercizio delle buone opere fa acquistare fede.

“Non chiunque dica Signore, Signore, erediterà il regno dei cieli, ma chi fa’ la volontà di Dio che è nei Cieli”.

Matteo 7:21-

Sembrano parole filosofiche. Ma hanno avuto un impatto pratico senza precedenti. L’uomo, moderno e rinascimentale, non ha più bisogno del clero per parlare con Dio e, eventualmente, redimersi. Non ha più bisogno di intermediari, sposando la filosofia umanistica di uomo artefice della propria fortuna. Via le immagini sacre dalle chiese, ma soprattutto, via le comunioni e i sacramenti. La preghiera diventa individuale e non intermediata dal sacerdote. Un distacco teorico che la Chiesa non poteva accettare.

La controriforma

E la sua risposta non tarda a manifestarsi. Lutero scomunicato, ovviamente, e la Chiesa inizia un’ampia campagna di condanna a partire dal Concilio di Trento. Essa si basa soprattutto sul fatto che, sebbene l’interpretazione sia fondata sulle scritture, essa non è appannaggio di tutti. Non tutti possono interpretarle. Senza entrare nel merito delle confessioni religiose, il merito del moto rivoluzionario protestante, che non comprende solo Lutero, ma tanti altri uomini coevi, precedenti, successivi, ma soprattutto antecedenti, è lo stimolo che ha portato la Chiesa Cattolica a riflettere su se stessa. Ad ammettere i propri errori e a portare una soluzione innovativa, basata sullo studio. Una riflessione che ha arricchito il panorama culturale e intellettuale. Lo dimostra tutta la cultura europea, ma non solo.

Infatti, dal punto di vista politico le conseguenze sono innumerevoli. Subito i principati tedeschi hanno dovuto scegliere per chi parteggiare. Ecco che ancora oggi abbiamo tedeschi di Germania di religione protestante luterana, che convivono tranquillamente con tedeschi d’Austria cattolici. Protestanti anglicani, ma questo è un capitolo a parte, che hanno sì cacciato e perseguitato protestanti calvinisti (tra essi, i puritani Padri Pellegrini in America), ma con cui oggi sono alleati. L’uomo e il suo rapporto con Dio resta il centro. E questo lo dobbiamo a un uomo, Martin Lutero, che più di tutti si è battuto perché questo avvenisse.


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