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Maradona, l’ultimo volo di D10S

Scritto da il 25 Novembre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “La mano de Dios” – Rodrigo Bueno

E’ morto Diego Armando Maradona. Lo annuncia il quotidiano Clarin. El Pibe de oro è deceduto per un arresto cardiorespiratorio.

Dieguito, che aveva compiuto 60 anni lo scorso 30 ottobre, è stato colpito da malore mentre si trovava nella sua casa del barrio San Andres, a Buenos Aires. Sul posto sono poi sopraggiunte tre ambulanze. «È successo l’inevitabile», scrive il giornale Clarin. «Sono devastato, è la peggiore notizia che potessimo ricevere, lo amavamo», ha commentato a caldo il presidente argentino Alberto Fernandez.

All’inizio di novembre era stato operato per la rimozione di un ematoma subdurale al cervello. L’intervento, secondo le informazioni diffuse dai medici, era stato eseguito senza complicazioni e i suoi tempi di recupero avevano dell’incredibile. Ma d’altra parte, parlando di una “divinità”, non c’era da stupirsi.

E un pò tutti, amanti del calcio o meno, abbiamo avuto, anche solo per un secondo, un unico pensiero in testa.

“Caro 2020, ti sei portato via tanti personaggi che abbiamo amato. Che restino intoccabili almeno gli “Dei”.

Perchè Diego Armando è stato davvero una divinità del calcio, un autentico fuoriclasse, un campione di quelli che nascono una volta ogni 100 anni. E sorvolo sulla sua vita personale, sull’uomo fragile che non ha saputo gestirsi, sui suoi estremi esagerati.

Voglio, e sono sicura che sia un pensiero comune, ricordarlo stasera per i sussulti che ha saputo regalare con la sua raffinatezza, le carezze vigorose al pallone, i suoi scatti inarrestabili, le sue cavalcate e le sue giocate sovrannaturali che lasciavano a bocca aperta tifosi, compagni e avversari.

maradona

Una carriera da artista

Campione del mondo con la sua Argentina ai mondiali del 1986, campione indiscusso nel cuore di tutti i tifosi del Napoli a cui donò, insieme ad una squadra straordinaria, due storici scudetti nelle stagioni 1986-87 e 1989-90. Non è mai potuto entrare nelle graduatorie del Pallone d’oro perché fino al 1994 il premio era riservato ai giocatori europei, per questo motivo nel 1995 vinse il Pallone d’oro alla carriera. 

Il suo cuore è sempre stato tumultuoso. Negli affetti, nella vita quotidiana, nell’approccio di gioco che aveva, sempre determinato, preciso, potente e al di sopra di ogni umana aspettativa. Eppure quel suo cuore sempre agitato e impetuoso non ce l’ha fatta. Ha ceduto stasera lasciando ancora una volta il mondo a bocca aperta, stavolta segnando tutti nel profondo.

maradona

Ed è con una smorfia di dolore che ti salutiamo, grande campione. Riecheggerà stasera fra i vicoli di Napoli un coro dedicato a te che si diffonderà in tutto il globo. Di quelli che allo stadio ti accoglievano come un enorme rombo di tuono. E ci piace pensare che questo coro ti accompagnerà mentre andrai a far divertire tutti lassù o in qualunque altro posto ora sarai. Destreggiandoti abilmente come quell’indimenticabile pomeriggio del 1989 in cui ti preparavi ad affrontare col tuo Napoli il temuto Bayern Monaco in Coppa Uefa e in cui regalasti i tuoi sublimi palleggi a suon di musica a tutto il pubblico estasiato.

Ciao D10S!


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