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Manuel Agnelli: Moderno mecenate

Scritto da il 13 Marzo 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Lasciami leccare l’adrenalina” – Afterhours

Una sferzata di rock adrenalinico ha colpito pochi giorni fa il palco dell’Ariston. Manuel Agnelli, insieme ai Maneskin, gruppo da lui stesso scelto e seguito durante l’undicesima edizione di X-Factor, ha donato nuova energia allo struggente brano di Giovanni Lindo Ferretti, “Amandoti”, nel corso della serata cover.

Da qualche anno il tenebroso e riservato Manuel Agnelli si è inaspettatamente riscoperto personaggio televisivo di successo, seguitissimo anche dal range di pubblico che non era stato primariamente raggiunto dalla sua musica.

Un’incursione nell’intrattenimento mainstream che ha fatto storcere il naso a parte dei suoi fan più “ortodossi”, che, abituati a collocarlo nella scena indipendente e lontana dagli sponsor, sembravano preoccupati per questo cambio di rotta.

Ma una personalità poliedrica come Manuel rompe le righe degli incasellamenti e si impone sui pregiudizi, lasciando in ogni ambiente il segno della sua aura.

Piccolo schermo o meno, non si può non porre in primo piano l’incisività del Manuel musicista. Apripista e pietra miliare dell’alternative italiana, ha introdotto con gli Afterhours sonorità punk e grunge nel panorama musicale nostrano.

I testi visionari hanno composto un immaginario di moderna decadenza in cui si sono rispecchiati migliaia di giovani negli “anni zero”.

L’inizio

Debuttano alla fine degli anni ’80 cantando in inglese, ma la svolta arriva quando, nel 1993, si cimentano in una cover di “Mio fratello è figlio unico”.

Nel 1995 arriva il primo album in italiano: Germi, con l’embrionale etichetta discografica “Vox Pop”, fondata, tra gli altri, proprio da Manuel Agnelli.

Il disco si impone per le sonorità spiazzanti, impossibili da catalogare nelle classiche categorizzazioni, e per i testi graffianti e surreali.

Del brano “Dentro Marylin” Mina realizzerà una cover nel suo album “Leggera”, del 1997.

Di lì in poi, una sfilza di album di successo affermatisi per le costanti sperimentazioni sonore e la varietà di toni. Dalla dolcezza di ballad come Ci sono molti modi al grunge puro di Male di miele, definita la Smells like teen spirit italiana.

Il Manuel Mecenate

La sensibilità di Manuel Agnelli non si esprime solo nei suoi testi, ma anche nell’attenzione che ha sempre prestato agli artisti emergenti.

In pochi sanno che se artisti come Subsonica, Modena City Ramblers, Marlene Kuntz o Cristina Donà sono riusciti ad emergere con tutta la propria forza espressiva è stato in buona parte grazie al suo prodigarsi per creare piattaforme parallele a quelle seguite dal grande pubblico.

Il Tora!Tora! Festival è una sua creazione, un palcoscenico che ha dato enorme visibilità a tutto quel talentuoso sottobosco musicale troppo spesso ignorato.

 Anche dopo la partecipazione al Festival di Sanremo con il pezzo Il Paese è reale, gli Afterhours non pubblicano un album, bensì un’omonima compilation che racchiude 18 esponenti del panorama alternativo.

La propensione di Manuel Agnelli a questa sorta di “moderno mecenatismo” si riconferma nel programma Ossigeno. Nel corso di cinque serate in Onda su Rai 3 nel marzo 2018, trovano spazio artisti quali Ghemon, Marlene Kuntz, Zen Circus, Brunori Sas.

Eclettismo e sensibilità verso il talento altrui hanno marcato ogni aspetto della carriera multiforme e sfaccettata che ha costruito.


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