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Mank e la storia di Quarto Potere

Scritto da il 4 Dicembre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Prelude, Citizen Kane” – Bernard Herrmann

Oggi 4 dicembre uscirà su Netflix il nuovo film di David Fincher Mank, che tratterà la storia del rinomato sceneggiatore di Hollywood Herman J. Mankiewicz e del suo rapporto con Orson Welles nella creazione del capolavoro Quarto Potere.

L’ultimo film di Fincher era uscito nel 2014, ed era Gone Girl. La sua carriera registica vanta comunque diversi titoli di gran successo, come SevenFight Club e The Social Network, e anche molte serie tv molto apprezzate come House Of Cards. Dopo una pausa di sei anni dal cinema, quindi, Fincher sembra ritornare alle origini della Settima Arte e della sua storia. Dal trailer di Mank, uscito l’8 ottobre scorso, si evince, infatti, che Fincher racconterà Quarto Potere utilizzando gli stessi movimenti di macchina e la stessa fotografia utilizzata da Welles proprio in quel film. Inquadrature che hanno segnato per sempre il modo di fare regia. 

Il trailer di Mank

Il film sarà in bianco e nero, con Gary Oldman nel ruolo di Mankiewicz e Tom Burke in quello di Welles. Lo sceneggiatore, nato il 7 novembre 1897 a New York, era di origini tedesche. Dopo aver frequentato la Columbia University, comincia la sua carriera da giornalista facendo da cronista per il New York Tribune. Si sposta poi a Berlino come corrispondente per il Chicago Tribune. Tornato negli States fa da critico teatrale per il New York Times e diventa redattore per The New Yorker

Nel 1926 raggiunge Hollywood e quindi il cinema, lavorando per la Paramount Famous Lasky Corporation per scrivere le didascalie di alcuni film muti. Ma la sua svolta si realizza con l’avvento del sonoro, che lo porta a scrivere sceneggiature per diverse pellicole. Quando passa alla Metro Goldwyn Mayer, però, lavora solo per produzioni scadenti, e quindi ha brutti rapporti con i capi e non è molto attivo nel suo lavoro. In più, Mank beveva molto, e giocava anche d’azzardo. Uno dei tanti motivi per cui viene cacciato dalla MGM. Ed è di lì a poco che incontrerà Welles, mentre si trova costretto a letto per una frattura di una gamba.

Mankiewicz aveva avuto modo di stringere un rapporto stretto con William Hearst, magnate della stampa. Da cui, si sa, prese ispirazione per Charles Kane, protagonista di Quarto Potere. Se prima c’era una sorta di ammirazione per lui, questa poi, nel corso del tempo, si è trasformata in ribrezzo. E forse è anche per questo che Mank e Welles sono così schietti nella loro descrizione di un uomo privo di sentimenti spietato e determinato a raggiungere il successo imprenditoriale.

quarto potere

Ma c’è sempre stato un grande mistero, intorno a questa opera. Quarto potere vinse infatti un premio Oscar proprio per la miglior sceneggiatura. Chi, tra Welles e Mank, ne ha il merito? Questo è un quesito a cui non si è mai riuscito a dare una risposta certa. Le interpretazioni sono diverse. C’è chi pensa che sia Welles il vero vincitore, visto che era solito mettere continuamente mano alle sceneggiature originali dei suoi film modificandole radicalmente. E c’è chi invece ritiene che il merito sia tutto di Mank, considerato il miglior sceneggiatore mai esistito. Un uomo incredibilmente creativo ma anche cinico, in grado di creare opere fuori dagli schemi proprio per la sua personalità schiva. 

È questo che Fincher porterà sullo schermo. Forse una soluzione, forse una spiegazione dettagliata degli eventi. Percorrerà la vita di Mank, raccontando anche i suoi vizi, provocati dalla sua infanzia difficile, fino alla realizzazione del pilastro del cinema a regia di Welles. E, ovviamente, mostrerà lo stretto rapporto tra Mank e Hearst. Quello stesso rapporto che porterà a delineare uno tra i personaggi più enigmatici della storia umana. 


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