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Magical Mystery Tour

Scritto da il 6 Gennaio 2020

Durante la lettura si consiglia l’ascolto dell’album: “Magical Mistery Tour -Beatles”

Il 6 gennaio 1968 l’album Magical Mystery Tour dei Beatles raggiungeva la prima posizione della classifica statunitense.

I primordi dell’album si fanno risalire al 1966. Dal novembre di quell’anno, fino a metà gennaio del 1967, i Beatles lavorarono alle nostalgiche Strawberry Fields Forever e Penny Lane. Il 17 febbraio furono pubblicati come un unico singolo e il successo fu clamoroso.

Nella primavera McCartney viaggiò in California. Qui fu colpito dalla storia di Ken Kesey che a bordo di un autobus dipinto assieme ai seguaci, i Merry Pranksters, attraversarono gli Stati Uniti. Allora ricordò di aver visto organizzare delle gite in autobus chiamate mystery tours proprio perché i partecipanti non conoscevano la destinazione. Così elaborò un’idea per l’omonimo film, una sorta la versione inglese delle avventure di Kesey e abbozzò la titletrack, Magical Mistery Tour, poi perfezionata insieme Lennon.

Poi fu la volta di Baby, You’re a Rich Man, pubblicata insieme a All You Need Is Love, inno del movimento Hippy. Tra settembre e ottobre vennero registrate tutte le altre canzoni: Blue Jay Way e lo smarrimento di una generazione, la strumentale Flying e la psichedelica I Am the Walrus.

The first line was written on one acid trip one weekend, the second line on another acid trip the next weekend, and it was filled in after I met Yoko.

Racconta Lennon di I am the Walrus.

Infine Your Mother Should Know dal sapore vaudeville, la ballata The Fool on the Hill e Hello Goodbye singolo con I Am the Walrus.

Il film, uscito il 26 Dicembre 1967, fu un flop. L’album invece segnò un trionfo. Negli Stati Uniti fu pubblicato nel novembre del 1967 come long playing a 33 giri, contente nella prima facciata la colonna sonora dell’omonimo film e nella seconda i brani usciti come singoli. In Inghilterra uscì come doppio EP nel dicembre dello stesso anno.

Magical Mystery Tour entrò del vivo dei colori saturi di fine anni ‘60. Dalle tinte vivide, l’album evoca il nostalgico che si amplifica e si dissolve nella psichedelia degli arrangiamenti. È l’odore di vernice appena passata, brillante, che stordisce con l’odore acido che espande nella stanza. Un mistero che si prolunga per tutta la durata dell’album: un tour che inizia, ma senza una meta prestabilita, tutto all’insegna delle magiche atmosfere perpetue, sogno che diventa realtà.


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