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L’ultima sfilata Haute Couture di Jean-Paul Gaultier

Scritto da il 23 Gennaio 2020

L’enfant terrible della mode dice au revoir alle passerelle

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano: “How to Do That – Jean Paul Gaultier”

Il 22 gennaio 2020 entra di diritto negli annali del fashion system come data conclusiva della carriera da couturier di Jean Paul Gaultier.

Classe 1952, nato a Bagneaux (Francia), comincia ad apprendere il mestiere al quale si dedicherà per circa un cinquantennio nel giorno del suo diciottesimo compleanno, diventando assistente dell’allora più noto Pierre Cardin; sotto il patrocinio di questi, realizza la sua prima collezione all’età di 22 anni, preludio del brand a lui omonimo col quale si lancerà in proprio, all’interno delle fashion week semestrali di moda donna, appena due anni dopo.

Ma è con la collaborazione al tour “World Blonde Ambition 90” di Madonna che viene consacrato a divinità del fashion: la corsetteria satin e l’iconico reggiseno con le coppe a punta gettano le linee guida dello stile eccentrico, futurista e spiazzante che Gaultier adotterà nel nuovo millennio.

Per circa un ventennio si dedica al prêt-à-porter, sino a sbarcare nel più creativamente ampio mondo dell’haute couture nel 1997 con una collezione primavera/estate dal titolo “Atmosfera di un Salon Couture”. Riesce a dar maggiormente sfogo al suo estro creativo nell’alta moda, così tanto da decidere, nel 2015, di abbandonare definitivamente il prêt-à-porter in favore di quest’ultima e della progettazione di Fashion Freak Show, spettacolo teatrale dedicato alla sua vita che debutta alle Folies Bergère nel 2018.

Nonostante una così sfolgorante carriera, e la sua relativamente giovane età, è Gaultier stesso, all’alba della Couture Week parigina di quest’anno, ad annunciare sui suoi social l’addio all’alta moda con la sfilata tenutasi ieri sera a Parigi.

Ed è così che il Théâtre du Châtelet viene allestito come una vera e propria camera mortuaria, fulcro dell’ironico funerale, ispirato da una scena cult del film “Who are you, Polly Maggoo?” di William Klein, da lui inscenato per l’occasione ed accompagnato dalle note di “Back to Black” di Amy Winehouse intonate dall’amico Boy George.

Una kermesse rappresentativa dei suoi look più iconici: dal classico marinière al maschile-femminile; dalla sensualità di bustier e corpetti stile pinup anni ‘50 a tutte quelle creazioni irriverenti che hanno fatto di Jean Paul Gaultier, nel corso dei decenni, l’enfant terrible della moda.

Ad onorare l’ironico “maestro-ribaltatore” dei codici della moda tante celebrities, top model e sue amiche e “muse” personali, tra le quali: Amanda Lear, l’attrice spagnola ispiratrice di Almodovar, Rossi De Palma, la Regina del burlesque Dita Von Teese, Paris Jackson, figlia di Michael, le modelle Irina Shayk, Karlie Kloss, Coco Rocha, Joan Smalls, Erin O’Connor, Gigi e Bella Hadid, il calciatore Djibril Cissé e l’ex Miss Francia, Iris Mittenaere.

Un vero e proprio show-evento che resterà impresso nelle menti e nell’immaginario delle/dei fashion victims e fashion creators di tutto il mondo.


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