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Lo stress e i suoi danni alla memoria

Scritto da il 8 Aprile 2019

Sapevate che lo stress sia fisico sia psicologico innesca il rilascio di cortisolo? Quest’ormone è prodotto dalla corteccia surrenale nelle ghiandole surrenali, le quali sono localizzate sui reni. In piccole quantità, il cortisolo può aiutare l’apprendimento e aumentare l’attenzione. Uno stress cronico e intenso, tuttavia, ha effetti dannosi sulle funzioni cognitive, inclusa la memoria. I recettori che nel cervello sono attivati dal cortisolo sono chiamati Recettori Glucocorticoidi e si trovano a livelli concentrati nell’ippocampo (in particolare nel giro dentato e della regione chiamata CA1).

La regione CA1 dell’ippocampo è l’origine delle connessioni che decorrono dall’ippocampo alla neocorteccia, importanti nel consolidamento della memoria episodica. Le funzioni di tali circuiti possono essere danneggiate da livelli alti di cortisolo, forse per l’indebolimento del potenziamento a lungo termine (LTP, da long term potentiation, è un processo neuronale che rinforza e potenzia le sinapsi di determinati stimoli). I ricercatori hanno scoperto che la memoria episodica (ma non la memoria procedurale) è danneggiata da livelli alti di cortisolo. Nel 1996 Clemens Kirschbaum e i suoi colleghi alla Technical University of Dresden, in Germania, hanno dimostrato che una singola dose di idrocortisone (10 mg) aveva un effetto dannoso sulla memoria verbale episodica. Ai partecipanti veniva data una lista di parole da studiare, dopo di che ricevevano una dose di idrocortisone o un placebo. In un test di rievocazione presegnalato un’ora dopo la somministrazione dei dosaggi, i partecipanti che ricevevano l’idrocortisone rievocavano meno parole rispetto ai soggetti di controllo che ricevevano un placebo.

Evidenze cliniche da tutte le patologie caratterizzate da alti livelli di cortisolo, inclusa la sindrome di Cushing, la depressione grave e l’asma trattata con il glucocorticoide prednisone, mostrano un’alterazione della funzione mnemonica. Inoltre, Sonia Lupien e i suoi colleghi della McGill University nel 2005 trovarono che individui anziani, che avevano provato uno stress cronico e livelli alti di cortisolo per periodi prolungati, avevano una riduzione del 14% del volume dell’ippocampo in confronto con altri soggetti della stessa età senza stress cronico e con livelli normali di cortisolo, indicando, quindi, un effetto di deterioramento a lungo termine del cortisolo sull’ippocampo. Questi individui hanno anche mostrato un marcato deficit della memoria episodica.

È interessante constatare che, normalmente, i livelli di cortisolo aumentino gradualmente durante la notte mentre dormiamo, da livelli bassi al momento dell’addormentamento, fino a livelli superiori prima del risveglio. In accordo con questa conoscenza, è stato trovato che i sogni ricchi di materiale episodico sono concentrati nelle fasi iniziali del sonno e il consolidamento della memoria episodica è molto più probabile che si verifichi nelle prime fasi del processo di sonno. I risultati di un esperimento del 2004 di Jessica Payne e Lynn Nadel alla University of Arizona propongono che variazioni del cortisolo determinano lo stato funzionale dei circuiti ippocampali/neocorticali, influenzando i processi di consolidamento della memoria che occorrono durante il sonno. La ricerca sul sonno è un tema scottante e nuovi studi dovrebbero chiarire se l’affascinante teoria di Payne e Nadel sia corretta.

Di Andrea Valitutti


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