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Lo strano caso dell’hacker delle stampanti

Scritto da il 26 Marzo 2019

No, non si tratta del titolo di una barzelletta, ma di quanto realmente accaduto pochi giorni fa a migliaia di persone collegate ad una stampante: un hacker particolarmente burlone si è dilettato a far comparire negli uffici di tutto il mondo, sfruttando la vulnerabilità del software del dispositivo connesso a Internet, un avviso circa il potenziale impatto dei sistemi AI sul mondo del lavoro.

Sono più di 620 mila le stampanti coinvolte; il colpevole di questo scherzo, da alcuni percepito come di pessimo gusto, da altri come un momento di ilarità da condividere assieme ai colleghi, è l’hacker Vlad Sitnikov, il creativo inventore che, tra le altre ambizioni, vorrebbe spedire nello spazio i cartelloni pubblicitari.

Sul volantino divulgato dalle sue macchine si annunciava che entro il 2024 il 94% dei posti di lavoro di impiegati nel settore finanziario e contabile sarebbero stati soppressi in favore dei più affidabili sistemi d’Intelligenza Artificiale, astro nascente del nostro secolo. In seconda istanza, si invitava i lettori a investire le loro risorse nello sviluppo di capacità basate sulla creatività, così da dimostrarsi capaci di tener testa alle uniche mansioni che non sarebbero state intaccate dalla tecnologia quando i tempi fossero stati maturi. Infine, si allegava un buono sconto per usufruire ad un prezzo vantaggioso di un corso di design tenuto da Michael Janda, col quale Sitnikov aveva già collaborato precedentemente.

Insomma, una campagna marketing che, se si mette per un momento da parte il “trascurabile” aspetto illegale, voleva solamente allertare centinaia di migliaia di individui delle possibili implicazioni dell’implementazione dell’Intelligenza Artificiale in sempre più settori del mondo lavorativo, così da permettere loro di fronteggiare meglio le avversità del futuro.

Potremmo definirla una campagna di hacker-marketing quasi riuscita?


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