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L’Italia divisa in due sulla “questione aborto”

Scritto da il 30 Ottobre 2018

Negli ultimi tempi la questione IGV (interruzione volontaria di gravidanza) è stata aperta di nuovo, portata sugli schermi, sui giornali, in piazza e nei consigli comunali.

40 anni fa, il 22 maggio 1978, pochi anni dopo l’approvazione della legge 898 sul divorzio, entra in vigore la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza.

Prima di questa data, l’aborto viene considerato reato in ogni sua forma.
Dopo una difficile battaglia durata 3 anni, le donne  conquistano finalmente un diritto molto importante.

Negli ultimi tempi la questione IGV (interruzione volontaria di gravidanza) è stata aperta di nuovo, portata sugli schermi, su i giornali, in piazza e nei consigli comunali.

Tre eventi sono fondamentali per avere una visione a tutto tondo di cosa stia succedendo negli ultimi giorni in merito alla battaglia intrapresa contro questa legge.
Bisogna innanzitutto specificare che i dibattiti in merito alla 194 non sono nati solo adesso, ma proseguono da molti anni.

  • Nella notte del 5 ottobre, il consiglio comunale di Verona ha approvato una mozione leghista che designa Verona “città per la vita” e mette in bilancio finanziamenti per iniziative antiabortiste promosse da associazioni cattoliche. Al consiglio hanno assistito le attiviste di Non Una Di Meno, vestite come le ancelle della serie tv “The handmaid’s tale“. Le donne sono poi state fatte allontanare dall’aula.

Negli ultimi tempi la questione IGV (interruzione volontaria di gravidanza) è stata aperta di nuovo, portata sugli schermi, sui giornali, in piazza e nei consigli comunali.Prima di proseguire vanno precisate due cose importanti per capire al meglio il contesto:

  1. Chi sono le ancelle di “The handmaid’s tale“? Sono le poche donne fertili rimaste in un mondo in cui la fertilità è ad un livello bassissimo. Queste donne sono al servizio delle famiglie ricche e subiscono stupri rituali per dare figli al padrone. Si capisce bene che quest’atto da parte delle attiviste sia stato molto forte.Negli ultimi tempi la questione IGV (interruzione volontaria di gravidanza) è stata aperta di nuovo, portata sugli schermi, sui giornali, in piazza e nei consigli comunali.
  2. Che cos’è Non Una Di Meno? Un movimento femminista molto attivo su tutto il territorio nazionale, che organizza marce ed eventi a favore dei diritti delle donne. Ultimamente si sono mosse contro questa mozione antiabortista organizzando una grande manifestazione a Verona: le attiviste sostengono che, in tal modo, verranno appoggiate associazioni cattoliche a scopo di lucro che hanno l’obiettivo di promuovere azioni antiabortiste.

Ma adesso è bene tornare al 5 ottobre.

Il senatore leghista Simone Pillon, autore del disegno di legge sull’affido condiviso dei figli, ha spiegato di non comprendere l’indignazione verso chi decide di aiutare le donne a proseguire la gravidanza.
Un atto importante è stato il voto a favore della mozione da parte della capogruppo del Pd Carla Padovani, a cui è stato chiesto da parte di tutto il partito di dimettersi.

Negli ultimi tempi la questione IGV (interruzione volontaria di gravidanza) è stata aperta di nuovo, portata sugli schermi, sui giornali, in piazza e nei consigli comunali.

  • 23 ottobre, la mozione antiabortista sbarca anche a Milano, sull’esatta linea di quella di Verona. La mozione milanese è stata presentata da Luigi Amicone, consigliere di Forza Italia e verrà ridiscussa agli inizi di novembre, dal momento che vede d’accordo tutto il centrodestra ma contraria la sinistra.
    Ciò che si imputa alla legge 194 è aver aumentato l’uso dell’aborto come contraccettivo senza riuscire a ridurre il ricorso all’aborto clandestino. La mozione propone di designare Milano “città per la vita“, di creare iniziative di sensibilizzazione riguardo gli effetti prodotti dalla 194, di finanziare e sostenere istituzioni a favore della vita, come il “Cav” (Centro aiuto alla vita).

    Forte è stato il commento della consigliera De Marchi:

    Questa mozione è assurda e contiene molte falsità. Noi del Pd siamo compatti per difendere questa legge che tutela le donne e la maternità consapevole di donne e uomini. Per altro il Cav esiste già ed è già sostenuto, inoltre l’aiuto che danno questi centri dura un anno e non una vita, com’è necessario quando si fa un figlio. Quel che bisogna fare è difendere la contraccezione gratuita e i consultori perché tutte le persone abbiano gli strumenti giusti per decidere eventualmente quando avere un bambino.

    Amicone spiega:

    In parte ho fatto un copia incolla di quella di Verona sulla mancata applicazione integrale della legge 194, ma anche ricordo che a Milano c’è una commissione al lavoro sul tema, con proposte di politica familiare a sostegno della vita. Una cosa che qui da noi si fa già, per l’alleanza uomo donna, per la maternità, per i bambini e per la famiglia, in un mondo morto, una società vecchia, dove si prende il cane invece che fare un bambino. Basta dividersi fra bigotti e sinistri, ritroviamo una visione della vita, partendo dalla realtà di fatto di questo Paese che non fa più figli e non ha futuro.

    Negli ultimi tempi la questione IGV (interruzione volontaria di gravidanza) è stata aperta di nuovo, portata sugli schermi, sui giornali, in piazza e nei consigli comunali.

  • 26 ottobre, convegno antiabortista a Treviglio, in provincia di Bergamo, in onore dei 40 anni dall’approvazione della 194. Durante il convegno, che ha scatenato poco dopo il suo inizio una manifestazione di protesta, si è parlato dei 5 milioni di italiani non nati a causa dell’aborto legalizzato, in relazione anche al fatto che in Italia ci sono più over60 che under30. È poi stata criticata la pillola anticoncezionale, che, a detta di Natale, non ha contribuito a diminuire le interruzioni di gravidanza ma si è verificato un aumento delle vendite di questo farmaco. Sempre Natale si è soffermato sugli effetti non abortivi della pillola, sostenendo che procura, in alcuni casi, dei micro-aborti.

È incredibile pensare che siano state prese posizioni così forti contro l’aborto quando, appena quest’estate, erano stati resi gratuiti gli anticoncezionali, solo nei consultori accreditati e solo per le donne fino ai 24 anni, in Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna, mentre in Puglia erano già gratuiti (la regione è stata la prima in Italia a fare questo passo, nel 2008).

Negli ultimi tempi la questione IGV (interruzione volontaria di gravidanza) è stata aperta di nuovo, portata sugli schermi, sui giornali, in piazza e nei consigli comunali.

In ogni caso, questi sono solo alcuni degli eventi più eclatanti e recenti avvenuti negli ultimi tempi contro la legge 194 e ciò che sta succedendo, per adesso in piccola scala nei comuni, è un fatto veramente importante: le posizioni antiabortiste sono molto condivise da gran parte del governo attuale, ma le proteste continuano e molte donne si stanno facendo sentire a gran voce in merito alla questione.

In mezzo a tutte queste informazioni è sempre difficile farsi un’idea chiara della situazione e sviluppare un giudizio oggettivo. Come sempre, il consiglio più importante che si possa dare è quello di informarsi sulla questione e, soprattutto, su tutte le posizioni coinvolte.

Negli ultimi tempi la questione IGV (interruzione volontaria di gravidanza) è stata aperta di nuovo, portata sugli schermi, sui giornali, in piazza e nei consigli comunali.

Ma come nel nostro paese, anche all’estero qualcosa sta succedendo in merito alle IGV e alla contraccezione.
Mentre negli stati europei, eccetto l’Italia e pochi altri, l’accesso ai metodi contraccettivi e la sensibilizzazione sono molto efficaci e sviluppati, negli Stati Uniti Donald Trump ha compiuto un passo molto ampio contro l’aborto. Il presidente statunitense ha, infatti, firmato un ordine esecutivo che toglie qualsiasi finanziamento alle organizzazioni che forniscono assistenza sanitaria e informativa alle donne che decidono di interrompere la gravidanza. Molte organizzazioni di questo tipo hanno anche partner all’estero e aiutano le donne in Mozambico, Madagascar e altri paesi in via di sviluppo, che ora senza il loro supporto non hanno più modo di ottenere quest’assistenza.


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