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L’Irlanda legalizza l’aborto: ecco le nuove modalità

Scritto da il 15 Dicembre 2018

Dopo l’approvazione dei matrimoni gay del 2015 e l’abolizione del reato di blasfemia di quest’anno, l’Irlanda si conferma uno dei paesi più democratici e laici del mondo: due sere fa il Senato di Dublino ha approvato a maggioranza la legge sull’aborto, 200 giorni dopo il referendum popolare che ha visto lo scorso maggio vincere il SÌ con il 66%.

Ora non resta che aspettare la firma del Presidente Michael Higgins, così la nuova normativa sull’interruzione di gravidanza entrerà in vigore a tutti gli effetti. 

Il cambiamento apportato consiste nell’abolizione dell’Ottavo emendamento, entrato in vigore nel 1983, che permette solo dal 2013 alle donne di abortire esclusivamente nel caso in cui si trovino in fin di vita, grazie al cosiddetto Protection of Life During Pregnancy Act, nato a seguito di un eclatante caso che ha visto dei medici negare ad una donna l’aborto per motivi religiosi.

Da gennaio 2019, invece, con questa nuova normativa ci sarà una maggiore supervisione da parte di due medici specializzati, che avranno l’obbligo di assecondare l’interruzione della gravidanza volontaria entro la 12esima settimana, qualora la donna in questione non si trovasse in buone condizioni psico-fisiche o in caso di malformazione del feto.

Il ministro della salute Simon Harris ha commentato così su Twitter:

È un voto per dire basta ai viaggi solitari delle donne all’estero, per terminare questa sofferenza e dar possibilità di scelta a casa loro.


Le parole del premier Teo Varadkar risuonano, invece, più dure e perentorie:

[Questa legge] ha sollevato l’Irlanda dal suo fardello di vergogna.


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