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Lettere a cuore aperto: il cammino verso la fermata dell’autobus e il paradosso nordico

Scritto da il 26 Settembre 2018

Sono le 8 di un mattino di luglio, fa caldo ma non mi vesto leggera.
Continuo a percorrere la strada verso la fermata dell’autobus.

Apro la pagina di un quotidiano sul telefono.
Leggo. Metto in stand-by. Alzo lo sguardo.

I dati parlano chiaro: nel nostro paese il numero di molestie denunciate, rispetto alle ultime indagini del 2009, è in calo, mentre sempre più consistente si fa il cosiddetto “paradosso nordico.”
I dati ISTAT, pubblicati all’inizio dell’anno, mostrano che a differenza dei paesi del Nord Europa (Regno Unito, Francia, Germania, Islanda, Finlandia, Norvegia, Svezia e Danimarca), che rivendicano sempre il rispetto che ripongono nell’uguaglianza di genere, in Italia si registra il numero più basso di molestie denunciate alla polizia; il più basso in tutta Europa subito dopo la Spagna.

Da un’indagine svolta nel 2012 dall’Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali (FRA), è emerso che solo il 43,6% delle donne italiane (8,8 milioni) dichiara di aver subito molestie: numeri simili valgono anche per le spagnole, cecoslovacche, maltesi e irlandesi.
Fra i numeri alti troviamo il 68% delle donne inglesi, il 75% di quelle francesi, l’80% delle danesi e 81% delle svedesi.

Quali sono, quindi, le ipotesi attribuite al cosiddetto “paradosso nordico“, a questa cioè nettissima differenza di molestie denunciate tra il Nord e Sud Europa?
Uno dei motivi, per il quale si è giustificato da tempo questo fenomeno, è l’abuso di alcol: nel Nord Europa è usanza bere di più rispetto agli altri paesi europei del sud e molto spesso il consumo di alcol è strettamente collegato all’abuso di violenza.
Altre ipotesi, invece, hanno addossato la colpa alle leggi progressiste dei paesi in questione, che in realtà nasconderebbero una visione prettamente maschilistica e misogina.
Altre ancora si basano sul fatto che, coscienti della loro libertà e dell’importanza dell’uguaglianza di genere, le donne nordiche si sentano più propense e meno a disagio nel raccontare le aggressioni subite, senza portarsi sulle spalle il fardello della paura.

Secondo l’ISTAT, nel nostro paese, la molestia più diffusa è quella verbale, seguono poi il pedinamento e gli atti di esibizionismo.
Per quanto riguarda le molestie fisiche: circa 481 mila donne hanno affermato di esserne state vittime, ma si tratta comunque di un netto calo rispetto alle stime del 2008/2009.
L’unico dato in controtendenza è quello dei ricatti sessuali sul luogo di lavoro, che sono, di fatto, distintamente aumentati.

Riabbasso lo sguardo. Sblocco il telefono.
Chiudo la pagina del quotidiano rimasta aperta a metà, mai letta.

Continuo a percorrere la strada verso la fermata dell’autobus.

PDF – Dati ISTAT sulle molestie in Italia

 


Opinione dei lettori
  1. nadia piccioni   Di   27 Settembre 2018 alle 14:52

    E’ un articolo molto interessante, scritto con grande garbo, se sottolinea quanta strada ancora ci sia da fare per le donne. L’importante andare avanti fiere di essere donne
    !

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