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Arte

Lennon immaginava un nuovo mondo

today9 Settembre 2020

Background
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Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Give Peace A Chance” – Plastic Ono Band

Era il 1971. I Beatles si erano sciolti l’anno precedente e John Lennon, trasferitosi negli Stati Uniti, aveva cominciato una carriera da solista e aveva aderito al movimento pacifista, forte reazione alla guerra del Vietnam ferocemente portata avanti dal governo statunitense che stava portando a una perdita incalcolabile di giovani americani. Accanto a lui c’era la sua amata Yoko Ono, presenza costante nella sua vita sin dal loro primo incontro, avvenuto durante una mostra della performer, per diventare sua compagna fedele anche in ambito artistico e in iniziative politico-sociali di grande spessore.

Dopo una serie di pubblicazioni di singoli diventati inni del pacifismo e tre album da solista, Lennon aveva da poco pubblicato un album fondamentale per la sua carriera, il John Lennon/Plastic Ono Band, ispirato dall’esperienza di psicoterapia -detta “dell’urlo primitivo”- avuta con Arthur Janov indirizzata alla ricerca di traumi repressi, distaccandosi, perciò, dal suo impegno sociale e affrontando i suoi demoni interiori. Il 9 settembre 1971 pubblica Imagine, disco che riprendeva molto il contenuto musicale del precedente ma con la particolarità di essere “ricoperto di zucchero”, e quindi più apprezzabile e appetibile per il pubblico rispetto all’altro. Le tematiche sono varie, tra cui un ritorno al pacifismo e attacchi diretti all’ex Beatle Paul McCartney, con cui c’erano stati vari dissidi a seguito dello scioglimento del gruppo.

Ciò che però ha determinato l’immenso successo dell’album è la traccia tutt’ora simbolo di fratellanza e unione, ossia quella che porta il nome dell’intera raccolta, Imagine: come se in un singolo brano fosse racchiuso un sentimento comune, o forse una necessità, che in un momento di grande crisi umanitaria si faceva sentire sempre più forte giorno dopo giorno; le parole sono famosissime e la canzone è stata riprodotta nel corso degli anni da artisti di ogni tipo, proprio per il significato profondo che riesce a trasmettere.

Imagine there’s no heaven 
it’s easy if you try
no hell below us,
above us only sky
Imagine all the people living for today
[…]

Già dai primi versi emerge un mondo utopico, in cui non esistono il male e il bene, ma solo il presente vissuto in armonia, in cui il cielo è ciò che conta, la visione rasserenante. E John, grazie anche all’ispirazione di Yoko e delle sue poesie, continua a sognare e a creare questo nuovo mondo, in cui non esistono Stati e religioni, non c’è motivo per uccidere e si vive in pace.

[…]
You may say I’m a dreamer

But I’m not the only one

I hope some day you’ll join us

And the world will be as one.

[…]

In questi versi, in questa strofa il messaggio più toccante: non esiste solo un sognatore, ce ne sono sempre di più, e la speranza è che anche tu verrai a fare parte di questo gruppo, e -finalmente- il mondo sarà una cosa sola, un’unica entità. Ma cos’è, alla fine, quest’entità? Forse siamo noi i possessori della risposta, di questa verità che ci portiamo dietro come un’eredità di cui, probabilmente, non siamo consapevoli; siamo noi gli interpreti di questo mondo utopico ipotizzato da John Lennon, che sognava molto ma era anche lungimirante.

Possiamo essere una cosa sola.

Written by: Sara Claro

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