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Le migliori bufale sul e del 2016

Scritto da il 19 Dicembre 2016

Il 2016 sta per terminare.
E’ arrivato quindi il momento di mettersi una mano sulla coscienza e di stilare una lista dei pro e dei contro di quest’anno passato.
Nello scrivere la mia lista delle cose da non fare più assolutamente nel 2017, mi è sorto un dubbio: come ‘categorizzare’ le cosiddette bufale? O meglio: hanno queste avuto un riscontro positivo nella mia vita o sono semplicemente state fonte di delusione e fastidio?
Sono andata quindi a cercare alcune delle bufale che hanno messo in crisi la maggior parte delle persone su questo pianeta e ho provato a selezionare le ‘migliori’ o in qualche modo quelle che mi hanno convinto che un mondo senza notizie di questo calibro, non può più esser più considerato un mondo serio.

Ma cominciamo con il raccontare qualche bufala che spopolò a fine 2015, in previsione del nuovo anno.

articolo sulle migliori bufale del 2016: ikea tavolo a svasticaIl tavolo a svastica dell’Ikea.
Secondo i social dello scorso anno, nel 2016 Ikea avrebbe introdotto nel mercato un tavolo a forma di svastica: il tavolo Hadølf’s, a soli 88 euro.

La bufola si riferirebbe al fondatore di Ikea, Ingvar Kamprad, che durante l’adolescenza aveva militato in formazioni di estrema destra: decisione definita, da lui stesso, una ‘sciocchezza di gioventù’.
Questa notizia fu smentita a inizio anno da un sito tedesco, che aveva già segnalato lo scherzo ad opera di un utente italiano.
Molti tedeschi però, leggendo il post originale e non assicurandosi di verificare l’informazione, hanno creduto alla bufala e cominciato a creare il panico.
La foto postata di questo tavolo a forma di svastica, con su scritto sui bordi fortuna“, “prosperità“, “pace” e “armonia“, proviene in realtà da un’opera modificata del’artista David Roze.

Nel 2012 il milionario Clive Palmer annunciò la realizzazione di Titanic II, una replica della celebre nave che sarebbe stata collaudata nel 2016.
La nave, ipoteticamente realizzata da un cantiere cinese, risultò da subito poco credibile e in molti si chiedevano in che modo si potesse realizzare un progetto così tanto audace quanto impossibile.
Morale della favola: nonostante le immediate e folgoranti pubblicità di Palmer, il progetto sembra esser stato posticipato al 2018. Ad oggi, il milionario si trova un semplice modellino di 9 centimetri e tante idee che aspettano solo di essere concretizzate.

Articolo migliori bufale 2016: GENNAIO-FB-PAGAMENTOFacebook a pagamento.
Tutto può succedere ma non questo.
Sono anni ormai che questa notizia gira sul web e chissà se smetterà mai di circolare o se mai smetteremo di crederci.
Si tratta probabilmente dell’incubo peggiore di mezzo mondo: e se facebook fosse a pagamento, come reagiremo?
“Ora è ufficiale! E’ apparso nei media. Facebook ha appena pubblicato il suo prezzo di entrata: 5,99 € per mantenere l’abbonamento gold del vostro status di vita “privata”, ecc..”
Dal pagamento di 3 euro al mese agli abbonamenti gold del nostro status di vita: Facebook ha dichiarato di essere e di rimanere apertamente gratis.
Possiamo quindi dormire sonni tranquilli, una volta per tutte.

Invece, per trattare alcune bufale di quest’anno, non si può non citare:

Articolo sulle migliori bufale del 2016: Piero Pelù e la matita cancellabileLa polemica della matita cancellabile di Piero Pelù.
Lo scorso 4 dicembre, le votazioni per il referendum costituzionale hanno creato non poca polemica.
il cantante Piero Pelù ha denunciato, con un post su facebook, che la sua matita non era copiativa. Il web si è scatenato e sono partite innumerevoli denunce in tutta Italia.
In realtà il disguido sta nel fatto che le matite copiative “funzionano” sulla scheda elettorale, mentre sulla carta “normale” lasciano dei segni cancellabili; era molto probabile  quindi che il cantante, nel provare la matita su un foglio di carta, abbia avuto una così tanto esplicita reazione, come poi tutti i suoi seguaci.

La magnitudo del terremoto abbassato dallo Stato.
Messaggi, tweet, post su Facebook ed instagram: anche in questo caso, la notizia è arrivata ad ogni singolo cittadino italiano, politici compresi.
Questa bufala denunciava il governo italiano e l’INGV (l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) di aver abbassato la magnitudo (da 6.2 a 6.0) del terremoto nel Centro Italia del 24 agosto per evitare di pagare i danni, che sarebbero stati messi a carico degli enti locali.
Sostenevano infatti che ci fosse una legge, risalente al maggio 2012, che prevedeva che un magnitudo inferiore a 6.1 non avrebbe costretto lo stato a pagare il costo dei danni; legge che naturalmente fu soppressa pochi mesi dopo la sua proposta.

Clima e terremoto.
“Il caldo afoso di questi giorni era troppo strano, il cielo grigio e vento caldo…non so se è collegato, ma fa pensare..#Terremoto.” – via twitter

Una delle paure più grandi per noi Italiani è stata, ed è, indubbiamente la paura per il terremoto.
Paura che però è sfociata in qualcosa di più grande: la convinzione che l’improvvisa ondata di caldo sia una delle principali cause del terremoto.
A smentire una correlazione tra le scosse e il clima è stato l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che ha affermato: «I terremoti avvengono all’interno del pianeta. I venti, le precipitazioni e la temperatura riguardano soltanto la superficie terrestre. I terremoti si verificano a prescindere dalle condizioni atmosferiche, in tutte le zone climatiche, in tutte le stagioni dell’anno e a qualsiasi ora della giornata».

Facebook e come combattere le bufale.
Facebook ora, oltre a smentire le simili tipologie di bufale accennate in precedenza, si occupa anche di risolverle, e sembra che questa volta faccia sul serio.
Il social network sta infatti per rilasciare nuovi strumenti per cercare di limitare la diffusione di notizie false, dando la possibilità ai suoi utenti (poco meno di 2 miliardi)  di segnalare gli articoli “bufala”.
Adam Mosseri, vice presidente di Facebook, ha dato l’annuncio sul suo blog: “Dare voce alle persone è una cosa in cui crediamo e non possiamo diventare arbitri della verità. Per questo stiamo affrontando il problema con grande cautela”.

D’altronde sembra che la più grande piattaforma social al mondo, non abbia molte alternative.
Recentemente infatti, Thomas Oppermann, il capogruppo del partito socialdemocratico tedesco, ha parlato di una possibile legge che obblighi Facebook, insieme ad altri social network, a controllare scrupolosamente le bufale e gli hate speech che circolano nelle bacheche dei propri utenti, 24 ore su 24.
Per ogni notizia falsa non cancellata entro un giorno, Facebook, secondo questa possibile legge, potrebbe ricevere una multa di addirittura 500mila euro.


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