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Le balene tornano a New York

Scritto da il 8 Luglio 2019

Dopo circa un secolo di assenza, le balene sono tornate a nuotare nella baia di New York. I grandi cetacei, infatti, hanno iniziato a popolare sempre di più le acque di fronte all’Upper West Side, a Manhattan.

Secondo i dati del gruppo Gotham Whale, un’organizzazione no profit che si occupa di monitorare l’attività dei mammiferi marini che vivono nelle acque intorno alla città, gli esemplari avvistati sembrano essere soprattutto megattere, specie di balene famosa per le sue acrobazie acquatiche. Il primo esemplare di questi mammiferi è stato avvistato nel novembre del 2016 dalle parti di Staten Island, dove ha dato sfoggio delle sue abilità acrobatiche.

Il numero sempre crescente di avvistamenti ha convinto il gruppo scientifico ad organizzare tour su traghetti dedicati al whale watching. Lo scorso anno, infatti, ci sono stati ben 272 avvistamenti: un vero record rispetto agli appena 5 del 2011.

Il ritorno dei cetacei nella baia non è un fenomeno casuale:

La loro presenza in aumento sarebbe dovuta agli interventi legislativi attuati a partire dagli anni Settanta che hanno portato ad avere acque più pulite e a tutelare le specie a rischio. Una possibile spiegazione è infatti l’incrementata presenza nell’Hudson di alghe e plancton, che a loro volta avrebbero attirato la ménade, una specie di pesce grasso simile all’aringa, preda preferita dalle balene.

Cosa aveva tenuto lontane le balene?

Gli interventi di bonifica delle acque hanno messo fine ad una situazione che durava sin dai primi anni Cinquanta. Senza nessuna norma che lo vietasse, il fiume Hudson veniva utilizzato come discarica a cielo aperto dalle fabbriche limitrofe al corso d’acqua: ogni tipo di rifiuto chimico che non poteva essere smaltito veniva riversato nel fiume.

Negli anni Cinquanta la General Motors (nota azienda statunitense produttrice di autoveicoli) utilizzò il fiume per scaricare i rifiuti di un suo stabilimento, tra il 1947 e il 1977 la General Electric fece finire nell’Hudson circa 600 tonnellate di policlorobifenili (PCB), sostanze chimiche che oggi non vengono più usate e che hanno numerose conseguenze negative per la salute delle persone e degli animali, nel frattempo il Bronx River e l’East River erano usati come fogna e discarica, anche di rifiuti provenienti dagli ospedali.

I primi provvedimenti davvero importanti volti a fermare l’inquinamento nei fiumi di tutta New York furono il Federal Clean Water Act del 1972, che rese illegale inquinare le acque dei fiumi americani a partire dal 1977, quando entrò in vigore, ed il Endangered Species Act del 1973, emanato per proteggere le specie in via di estinzione.

L’unico vero rischio ora per le balene è rappresentato dalle acque troppo basse per mammiferi di queste dimensioni e dalle imbarcazioni e traghetti che nella zona intorno a New York sono troppo numerosi.


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