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Lady Gaga: A star is “reborn”

Scritto da il 7 Novembre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Rain on me” – Lady Gaga

In estate è uscito il nuovo album di Lady Gaga, Chromatica. Subito fa incetta di premi, views, milioni di copie vendute e dollari incassati già dalla prima settimana, ma ci siamo abituati, trattandosi di Lady Gaga.

Invece che considerare le caratteristiche musicali dell’album, mi voglio soffermare sulle sue parti meccaniche dalle caratteristiche “umane”. Cromatiche, piene di sfumature diverse, che ci aiutano a capire anche qualcosa in più riguardo alla persona. C’è il cuore di Stefani Germanotta, in questo album. Ben protetto dall’armatura di Lady Gaga.

La concezione dell’album avviene in un momento particolare, come sappiamo. Ma per Lady Gaga il 2020 ha rappresentato anche un momento di riflessione personale e artistica che l’ha portata a fare scelte, a tentare di capire chi voleva essere e come voleva esserlo.

Negli ultimi anni l’abbiamo trovata a fare di tutto e di più, introducendo sound di vario genere nei suoi album, dalle sfumature vagamente Rock all’ R&B. Ha mostrato una parte assolutamente inedita in Cheek to cheek, con Tony Bennett. In tutto ciò che ha fatto ci sono un elementi comuni, che sono forse la ricetta del suo successo.

Racconta la sua vita

Non sempre felice, ma sempre condivisa con tutti. Joanne, in cui si toccano corde molto malinconiche -Joanne è il suo secondo nome- è forse l’esempio più alto. Lo dimostra anche come attrice nel film A star is born, dove trama e spunti autobiografici sembrano confondersi, il che conferisce all’interpretazione di Lady Gaga una nota vera e delicata. La canzone cantata nel film, Shallow, ha meritato giustamente un Oscar. Un istinto a indagare se stessa che la spinge a raccontare.

Ma sempre a modo suo

Osando, trasgredendo alle regole a volte. Ingredienti che da Just dance, passando per Poker face l’hanno resa un fenomeno mondiale. Ma diverso da tutte le altre stelle che nell’universo musicale sembrano andare e venire come comete. Lei è stella fissa. Il Sistema, lo ha cavalcato, dominato, reinventato e forse un giorno lo distruggerà. Non è caduta nella trappola del successo, non si è mai lasciata trasportare, ma ha mantenuto saldo il controllo, su tutto. Artisticamente e materialmente. I dischi di Lady Gaga vengono prodotti, per la maggior parte a casa sua, dove lei, seduta al pianoforte, dirige e orchestra una vera fucina fatta di artisti, scrittori, performers, musicisti, sul modello della Factory di Andy Warhol. Questo team creativo, la Haus of Gaga, si occupa di tutto, dallo stile della cantante ai costumi e alle scenografie per performances dal vivo e videoclip. Tutto il necessario perché venga valorizzato l’elemento principale del suo successo.

Il carisma

Una teatralità quella di Lady Gaga che viene fuori in maniera dirompente nei suoi Live. Dote innata, coltivata durante la dura gavetta, che ci ha stupito da subito, fin dagli Mtv Awards del 2009, sanguinando sul palco sulle note di Paparazzi. Ma questa dote è solo l’aspetto esteriore di un carattere forte capace di interiorizzare le cose, anche quelle spiacevoli, come la malattia e la depressione, per poi restituircele anche con violenza. Affrontandole, ma sempre ballando.

Lady Gaga

Si è detto che questo Chromatica è il ritorno di Lady Gaga alle origini. Una frase un po’ infelice. Lascia intendere che questi ultimi undici anni siano stati quasi un errore a cui si vuole riparare. Io penso invece che questo album raccolga tutto il passato, bello o brutto, tutte le vite, tutte le sfumature artistiche sperimentate in questi anni. Ci restituiscono una Lady Gaga, più matura, più forte. E’ qualcosa di familiare e allo stesso tempo nuovo. Quest’album è una sintesi. Forse una rinascita.

Vi assistiamo ballando.  


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