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Gli ADOLESCENTI al tempo della PANDEMIA.

Scritto da il 17 Dicembre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “This Is Love Of MineCharles Davis”

L’adolescenza è un periodo delicato e complesso. Risulta fondamentale partire da questo presupposto per tentare di scomporre, attraverso uno sforzo di immedesimazione e l’aiuto degli esperti, la vulnerabilità dei teenagers dentro la burrasca provocata dalla pandemia.

Ci avete invitati a raccogliere le vostre domande e a sostenere le vostre perplessità. Noi l’abbiamo fatto, per non mancare anche stavolta l’appuntamento con l’attualità.

Ci siamo avvalsi della competenza e dell’esperienza di un esperto.

Il presente articolo riassume l’intervista al Dott. Carlo Valitutti, psichiatra e psicoterapeuta.

pandemia
Carlo Valitutti

Il suggerimento degli esperti

Donatella Di Cesare, filosofa e insegnante di Filosofia teoretica presso la Sapienza Università di Roma, lamenta la tendenza della classe dirigente ad affidarsi, durante l’emergenza, al solo giudizio degli scienziati. La filosofa ne Virus sovrano? L’asfissia capitalistica denuncia l’inadempienza politica di un governo che trasforma gli esperti nei sovrani dello spazio pubblico.

Se è vero che ci si rivolge talvolta agli “addetti ai lavori” per sentirsi esonerati, qui, al contrario, il contributo dell’esperto vuole segnalare la responsabilità di ciascuno di comprendere e partecipare.

Carlo Valitutti contiene i timori e argina i dubbi che il discorso su “I giovani e il Covid” solleva. Valitutti si dimostra disponibile, da subito, nell’interesse primario di eclissare il pregiudizio, largamente diffuso, sui “giovani indifferenti”.

Essere adolescenti

“Credo che l’adolescenza sia difficile da comprendere a causa delle ambivalenze che la contraddistinguono. Modalità di comportamento ambigue, che oscillano tra la necessità di punti di riferimento e il bisogno di autonomia e affermazione del sé, sono tipiche degli adolescenti. Dunque, sfatiamo il mito dell’adolescenza come l’età della spensieratezza. È una fase importante di trasformazione, in cui si perdono le sicurezze dell’età infantile e si brancola nel buio prima di rintracciarne in sé di nuove. Si tratta di un processo dinamico di andata e ritorno. Il ragazzo inizia a esperire il mondo in autonomia e attraverso continue prove tenta di strutturare la propria identità. Tutto ciò comporta cambiamenti, crisi, difficoltà, titubanze, errori”.

Il quadro psicologico che caratterizza questa fase della vita, come sottolinea il Dottor Valitutti, è estremamente mutevole. L’incertezza e l’instabilità prevalgono in un corollario di stati d’animo che contempla anche forti tensioni emotive.

Emotivamente contagiati

In questo contesto l’esperienza del confinamento forzato non fa che accrescere l’inquietudine e lo spaesamento. Il virus priva gli adolescenti della possibilità di fare esperienza diretta del mondo, compresa quella dell’incontro con l’altro. A risentirne è il processo di formazione del sé che richiede il confronto con il diverso da noi per misurarci e per comprendere. Proprio negli amici e nei compagni di classe, infatti, gli adolescenti trovano un termine di paragone importante per testare i cambiamenti in atto.

In un tempo estremamente dilatato, confinati entro le mura domestiche, gli adolescenti soffrono la perdita di libertà, di immaginazione e di costruzione. Il distacco dal nucleo familiare, indispensabile per rendersi autonomi, risulta compromesso e la progettazione del futuro è rimandata a data da destinarsi.

Tra le tante limitazioni che l’invasione virale determina, la possibilità di comunicare via internet rappresenta per tutti un aiuto non indifferente. Se costituisce un sostegno, non è però anche una soluzione. Il rischio si nasconde dietro l’angolo. Quando utilizziamo i social network per evadere ecco che la mancanza si intensifica.

Il pericolo che gli adolescenti corrono non è solo quello del contagio virale, ma anche di quello emotivo. Angoscia, rabbia, paura e tristezza sono tra le emozioni più comuni in questo anno sfortunato. Il virus emozionale dilaga persino tra gli adolescenti, a discapito della leggerezza.

Cosa fare allora?

Occorre parlare.

Del virus, “senza ricorrere a immagini belliche con il rischio di suscitare ansia”, come afferma l’esperto. Delle emozioni che ci assalgono, per comprenderci e per evitare di sentirci smisuratamente spaesati. La responsabilità dei genitori e degli insegnanti, ci tiene a sottolineare Valitutti, è quella di impegnarsi nell’ascolto e nella rassicurazione. È normale nel periodo storico che stiamo vivendo sentirsi ansiosi, agitati, tristi, arrabbiati, ma è la condivisione delle emozioni a fare la differenza. Includere chi ci circonda nella comprensione di ciò che si prova è l’unico modo per sentirsi vicini a sé stessi e agli altri. E di questo abbiamo bisogno adesso, più che in ogni altro periodo.

Bisogna stare attenti a non ingigantire il racconto degli effetti nefasti del virus e ad accogliere, anziché negare, le emozioni. L’alternativa altrimenti per i ragazzi sarebbe quella di rifugiarsi in un mondo di finzione, irrealistico e controllabile. Valitutti ricorda addirittura il rischio, sul lungo periodo, di trasformarsi in hikikomori, coloro che stanno in disparte.

Gli adolescenti sono chiamati a una grande prova di maturità, ma l’augurio è quello di non dimenticare mai che ogni difficoltà può sempre trasformarsi in risorsa.

Continuate a scriverci e a condividere con noi le vostre riflessioni. Non mancheranno sul nostro blog altre interviste e approfondimenti.


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