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La tecnologia ci salverà dalla guida pericolosa?

Scritto da il 11 Marzo 2019

Gli italiani sono notoriamente amanti delle corse automobilistiche e della velocità in generale. Purtroppo, una grande fetta della popolazione porta la sua passione su strada, sfrecciando a velocità non concesse dal Codice della Strada e provocando incidenti dagli esiti molto gravi. Il 40% dei sinistri nel nostro Paese sono riconducibili alla velocità elevata.

La tecnologia viene in aiuto dei tutori della strada, con sistemi come il tutor autostradale: questo sistema che rileva la velocità dei mezzi in lunghi tratti dell’infrastruttura ha infatti portato ad un numero di incidenti in autostrada che rasentano lo 0, visto che gli automobilisti preferiscono mantenere la velocità di 130 km/h piuttosto che ricevere multe salate. La situazione è leggermente diversa sulle strade urbane ed extraurbane secondarie, dove gli automobilisti sono più selvaggi vista anche l’impossibilità di utilizzare dei sistemi Tutor.

Il sistema più utilizzato in questi tratti è l’autovelox: strumento tanto pratico quanto fallace, rileva la velocità di punta in un dato momento. Il problema principale è che l’autovelox deve essere sempre segnalato e non può essere occultato (come ribadito da una sentenza della Corte di Cassazione del 2019), quindi gli automobilisti si limitano a rallentare in quei determinati punti, per poi procedere alla velocità della luce senza alcun timore. Inoltre, gli autovelox vanno periodicamente tarati, procedura che non sempre viene effettuata, e che rende invalide le sanzioni emesse se il dispositivo non è perfettamente calibrato.

Eppure il sistema autovelox continua ad essere particolarmente amato dalle forze dell’ordine, poiché spesso e volentieri gli introiti derivanti dalle sanzioni comminate tramite autovelox rappresentano una fetta importante del bilancio comunale: solo il comune di Roma ad esempio ha incassato 8 milioni di euro dalle multe per eccesso di velocità.

La tecnologia però non si ferma mai, e diverse aziende si stanno attrezzando per porre rimedio a questo dilemma, come Volvo, che ha annunciato di voler limitare la velocità massima dei propri veicoli a 180 km/h a partire dal 2020. La vera svolta potrebbe arrivare invece dal limitatore smart automatico, in grado di riconoscere in autonomia (grazie a telecamere e GPS) i limiti di velocità di una determinata strada e tenere sotto controllo l’andatura della vettura – che l’European Transport Safety Council vorrebbe fosse obbligatorio per tutti.


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