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La storia di Numa Pompilio e della Ninfa Egeria

Scritto da il 26 Ottobre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Una è la luna, Diana” – Gigi Proietti dal musical “I 7 Re di Roma”

La storia che ha reso famosa la ninfa Egeria inizia dal suo incontro con Numa Pompilio, di origini sabine, eletto Re di Roma alla scomparsa di Romolo. Il nuovo sovrano era noto per la sua conoscenza della legge divina e per la sua indole tutt’altro che bellicosa. Accettò di regnare soltanto dopo aver consultato gli aruspici divini ed aver ricevuto i giusti presagi. Rimasto vedovo, Numa prese l’abitudine di passeggiare da solo per i boschi che circondavano la capitale.

ninfa egeria
Bosco Sacro – Caffarella

Il mito

Narra la leggenda che la Ninfa Egeria abitasse proprio in quei luoghi, sulle sponde del fiume Almone e della valle del Tevere. Le sue sorelle Carmenta, Antevorta e Postvorta erano chiamate Camene per le doti profetiche espresse attraverso il canto. Custodi di boschi e di fonti, protettrici del focolare e delle donne in procinto del parto, le Ninfe erano adorate già ai tempi dei primi Italici.

Nei boschi a loro sacri, il nuovo Re incontrò per la prima volta la ninfa Egeria. Ben presto, ella divenne la sua consigliera fidata. Affascinata dallo spirito pio di Numa, lo guidò e lo aiutò a compiere le grandi riforme politiche e religiose per cui il re è ricordato tutt’ora. Si devono a Numa l’introduzione di un nuovo calendario in 12 mesi, il cui inizio – Gennaio – è dedicato a Giano, l’istituzione di vari culti tra cui quello delle Vestali e molto altro ancora. Durante il suo regno, Roma non fu coinvolta in alcuna guerra.

L’amore tra Numa e la Ninfa Egeria

Egeria si innamorò del Re, che la sposò, lasciandola tuttavia libera di vivere nella sua dimora boschiva. Spinta dal suo amore e dall’animo pacifico e giusto di lui, arrivò persino a condividere con Numa i misteri degli Dei e del mondo degli spiriti. Numa, ci racconta la leggenda, trascrisse gli insegnamenti della sua sposa, ma le tavole che custodivano tali segreti non furono mai ritrovate. 

Alla morte del sovrano, che si spense alla veneranda età di ottanta anni, la Ninfa si disperò e vagò nei boschi in cui aveva passeggiato assieme al suo amato. Stremata dal dolore, si sciolse in lacrime dando vita alla fonte che ancora oggi porta il suo nome.

I Luoghi della leggenda

Nel cuore della capitale, al Parco della Caffarella, è possibile ripercorrere parte di questa bellissima storia. Il bosco sacro è situato vicino l’ingresso Appia Pignatelli. Notevolmente più piccolo di come appariva agli occhi di Numa, ha sicuramente conservato lo stesso fascino di un tempo. I sentieri da percorrere nel parco sono tantissimi, dalle rive dell’Almone passando per il Ninfeo di Egeria fino ad arrivare alla fonte vera e propria.

La ninfa Egeria era adorata anche nei pressi del lago di Nemi, insieme a Diana. Un’altra versione del mito, infatti, racconta che fu proprio la Dea a trasformare la ninfa nella fonte, commossa dalla tristezza di Egeria.

Per approfondire

Per chi fosse rimasto affascinato da questa storia d’amore e volesse approfondire, suggeriamo come testo di riferimento “I miti Italici” – Andrea Verdecchia. Se invece volete fare un ripasso sulle origini della fondazione di Roma con leggerezza, rivedete “I sette re di Roma” di Luigi Magni, con un Gigi Proietti mattatore indiscutibile e splendido Numa.

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