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La sinestesia

Scritto da il 7 Maggio 2018

J.W. sperimenta il mondo in modo differente rispetto alla maggior parte delle persone. Lui assapora il mondo. La parola ‘esattamente’, per esempio, ha il gusto dello yogurt, e la parola ‘accettare’ ha lo stesso gusto delle uova. La maggior parte delle conversazioni sono piacevoli degustazioni: ma quando J.W. serve al bar, rabbrividisce quando Derek, un cliente abituale, si presenta. Per J.W. la parola ‘Derek’ ha il gusto del cerume!
Questo fenomeno, nel quale i sensi sono mescolati, è noto come Sinestesia, dal greco ‘syn-‘ (“unione” o “insieme”) e ‘aesthesis’ (“sensazione”). Oltre a essere una figura retorica, la sinestesia è caratterizzata da un’unione idiosincratica tra le modalità sensoriali. Le parole con un gusto sono una forma estremamente rara di sinestesia. Le più comuni sono le sinestesie nelle quali le persone sentono le parole o la musica come colori, o vedono lettere acromatiche (come nei libri o giornali) come se fossero colorate.
La frequenza della sinestesia è difficile da conoscere, dato che molte persone sono inconsapevoli che le loro percezioni multisensoriali siano bizzarre: le stime oscillano tra rari casi, come uno su 2000, e una frequenza alta, come uno su 200. La sinestesia tende a essere ricorrente nelle famiglie, indicando, così, che almeno alcune forme abbiano una base genetica. Se credete di aver provato qualche forma di sinestesia, lo potete scoprire sottoponendovi ai test di questo sito web: http://synesthete.org/
La sinestesia dei grafemi colorati è la forma di sinestesia più studiata, nella quale lettere bianche o nere o numeri sono percepiti in vari colori. Un sinesteta potrebbe riferire di ‘vedere’ una lettera A come rossa, la lettera B come gialla e così via, per l’intero insieme di caratteri, come nell’esempio mostrato nella foto. La comparsa del colore è una caratteristica di molte forme di sinestesia. Nell’udito colorato, i colori vengono vissuti come linguaggio parlato o come suoni, come le note musicali. Sono stati riportati anche un tatto a colori e un odore a colori. Molto meno comuni sono le esperienze di sinestesia che coinvolgono altri sensi. J.W. prova il gusto con le parole; sono stati riportati anche altri rari casi in cui, toccando un oggetto, viene provato un gusto specifico.
Le associazioni sono idiosincratiche per ogni sinesteta. Una persona potrebbe vedere la lettera B come rossa, qualcun altro come verde. Nonostante le associazioni sinestetiche non siano coerenti tra individui, esse sono costanti nel corso del tempo per un individuo. Un sinesteta che riferisce di vedere la lettera B come rossa quando viene esaminato la prima volta in laboratorio avrà lo stesso percetto se ritestato alcuni mesi dopo.
Dato che la sinestesia è una tale esperienza personale, i ricercatori hanno dovuto mettere a punto metodi ingegnosi per verificare e studiare/osservare questo fenomeno di natura unica. Un approccio con la sinestesia dei grafemi a clori è creare una versione modificata del compito di Stroop. Il compito di Stroop richiede a una persona di denominare il colore delle parole scritte. Per esempio, se la parola verde è scritta con l’inchiostro rosso, si suppone che il soggetto dica: “Rosso”. Nella variante sinestetica del compito di Stroop con un sinesteta dei grafemi a colori, gli stimoli sono lettere e la manipolazione chiave è che i colori delle lettere siano congruenti o incongruenti con la gamma sinestetica del soggetto. Per esempio nella foto quando la lettera A è presentata in rosso, il colore reale e il colore sinestetico sono congruenti. Tuttavia, se la A è presentata in verde, i colori reali e concordanti sono incongruenti. I sinesteti sono veloci nel denominare i colori delle lettere quando i colori reali corrispondono ai colori coerenti per la particolare lettera. Allo stesso tempo, le persone che non hanno la sinestesia, non mostrano questo effetto. Per loro, qualsiasi abbinamento colore-lettera è ugualmente accettabile.
Studi di imaging cerebrale mostrano che l’esperienza multisensoriale della sinestesia deriva ed è manifestata a vari stadi lungo la via visiva. Jeffrey Gray al King’s College di Londra ha condotto uno studio fMRI con un gruppo di individui che avevano una sinestesia uditiva a colori (2002). Quando ascoltavano parole, questi individui riferivano di vedere specifici colori; quando ascoltavano suoni, non avevano esperienza visive. Confrontati con i partecipanti di controllo, i sinesteti mostravano un aumento dell’attivazione di V4, un’area visiva della corteccia occipitale che si attiva durante la percezione illusoria dei colori, e nel solco temporale superiore (STS), una delle regioni cerebrali associate alla percezione multisensoriale. Altri studi hanno mostrato il reclutamento del giro linguale mediale sinistro (un’area di ordine superiore di elaborazione del colore, coinvolta precedentemente nella conoscenza dei colori) nei sinesteti durante la percezione della sinestesia dei grafemi a colori.
Un approccio diverso è chiedersi se la sinestesia sia il risultato di connessioni anatomiche anomale. Per esempio, i sinesteti hanno maggiori connessioni dei non sinesteti tra le regioni sensoriali? Usando l’imaging con tensore di diffusione (DTI), Steven Scholte (2007) e i suoi colleghi, alla University of Amsterdam, hanno mostrato che i sinesteti dei grafemi a colori hanno una maggiore diffusione anisotropica, che funge da marcatore della maggiore grandezza dei tratti di sostanza bianca (le connessioni sinaptiche tra i neuroni) nella corteccia temporale inferiore destra, nella corteccia parietale sinistra e, bilateralmente, nella corteccia frontale (linee verdi in figura). Inoltre i ricercatori trovarono differenze individuali nell’entità delle connettività della corteccia temporale inferiore che differenziavano tra sottotipi di sinesteti. I partecipanti che vedevano colori del mondo circostante (conosciuti come ‘proiettori’) avevano una maggiore conettività della corteccia temporale inferiore in confronto con coloro che vedevano il colore solo con il loro ‘occhio della mente’ (conosciuti come ‘associatori’).

In figura, il verde indica i tratti della sostanza bianca identificati con Dti in tutti i partecipanti. La regione in giallo nella corteccia temporale inferiore destra (a) e parietale sinistra (b) mostra aree nelle quali il valore di FA è maggiore nei sinesteti rispetto ai controlli (FA = asintropia frazionale, cioè il valore scalare tra zero e uno che descrive il grado di asintropia – o differenza delle proprietà fisiche – del processo di diffusione della sostanza bianca).

Di Andrea Valitutti


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