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Riviviamo la sera dei miracoli!

Scritto da il 27 Gennaio 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura:”La sera dei miracoli” – Lucio Dalla

Venerdì sera a Music Whispers Valentina ha fatto un viaggio nel cantautorato italiano. Lucio Dalla su tutti ha vissuto la sua vita con il cuore un po’ a Bologna e un po’ a Roma. 

A Trastevere, giusto poco distante dai nostri studi, c’è un buco di vicolo, che nemmeno a farlo apposta si chiama vicolo del Buco. Basta alzare di poco lo sguardo per notare una targa, al civico sette. Una casa che fino a poco tempo fa era facile che passasse inosservata. Sembra stonare nel contesto urbanistico del vicolo: è bassa, con il tetto sporgente in ferro, quasi nascosta e schiacciata da una torre poco più alta. Ma al civico sette di Vicolo del Buco è inciso sul marmo il ricordo di Dalla

Vicolo del Buco, numero 7

Dalla e Roma hanno una storia altalenante, perché Bologna inesorabile è e resta la prima scelta. Va Roma da adolescente per inseguire il suo sogno di musica. Ha appena quindici anni, a scuola non se la cava tanto bene, gli riesce meglio suonare. Bologna però lo richiama e lì compie i primi veri passi nel mondo della musica con il suo clarinetto. Negli anni 80 si trasferisce nell’angolo dimenticato di vicolo del Buco: vive le estati romane, la voglia di far festa e cantare. “Un momento di grande gioia collettiva”, ricorda lui. 

Così si siede al pianoforte e scrive di getto: ”È la sera dei miracoli/fai attenzione/qualcuno nei vicoli di Roma/Con la bocca fa a pezzi una canzone” 

Nasce in questo modo il filo rosso che lega Lucio Dalla alla tradizione Romana. “Roma è un palcoscenico straordinario che unisce tutte le classi sociali, in cui non c’è contrasto, c’è voglia di stare assieme.”, sono affettuose le parole del cantante per lo spirito di una città che si lasciava alle spalle gli anni di piombo. 

Verrebbe quasi da chiedere a Dalla cosa ne pensa della sua seconda casa adesso che le strade non si muovono più e i bar son chiusi. Le sere non sono più strane e profonde, ma s’assomigliano un po’ tutte.

Ma, nonostante tutto, la radio continua a trasmetterle. 

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