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La rivoluzione di iTunes

Scritto da il 28 Aprile 2020

Il 28 aprile 2003 la Apple lanciava iTunes Store.

iTunes Music Store è rivoluzionario poiché assicura agli utenti il diritto di masterizzare un numero illimitato di CD per uso personale e trasferire la musica su un numero illimitato di iPod per poterla ascoltare ovunque” dichiarava Steve Jobs, CEO di Apple. “Gli utenti non vogliono essere trattati come criminali e gli artisti non vogliono che i propri brani vengano rubati. iTunes Music Store offre una soluzione innovativa per entrambi.”

Così iniziava rivoluzione digitale della musica: ITunes rappresentava finalmente un negozio online dove poter acquistare legalmente singoli brani e interi lp. La legalità infatti era la questione principale da risolvere; le case discografiche e gli artisti dovevano combattere il file sharing, che violava i diritti d’autore. Da quando Napster aveva spopolato, tutti potevano appropriarsi illegalmente di file musicali gratis.

Con la combo iPod, lanciato solo un anno prima, e ITunes le Jobs riuscì ad arginare il problema. Ottenuti i diritti dalle Major discografiche, gli utenti trovarono non solo la qualità audio della musica, ma la possibilità di acquistare brani a 0,99 centesimi l’uno e offerte speciali per l’acquisto di album interi. Dopo 18 ore dal lancio erano state già vendute 275 mila brani. Il primo furono vendute 70 milioni canzoni.

Con gli anni il catalogo si è ampliato (all’inizio contava 200 mila canzoni, oggi ne ha 40 milioni) e sempre più artisti hanno deciso di vendere la propria musica all’app tra cui Madonna, Led Zeppelin, Beatles e AC-DC.

iTunes Store Durante gli anni ha incluso nell’offerta anche video e film, con un successo clamoroso. Solo 20 giorni dopo la loro l’introduzione, furono venduti un milione di video musicali e nel 2007 iTunes Store è diventata la piattaforma più popolare per scaricare film, vendendone 2 milioni. Attualmente conta 100 mila contenuti video tra film e serie tv. È possibile inoltre ascoltare podcast e leggere e-book.

Se per i primi anni dal lancio iTunes non ha avuto degni eguali, il colosso musicale ha dovuto poi affrontare la concorrenza, come quella di Amazon che offriva una migliore qualità musicale e canzoni a 69 centesimi invece che a 99. Poi l’esplosione dello streaming e gli abbonamenti mensili, con i quali è stato possibile ascoltare tutto con il semplice uso di una connessione, senza dover per forza scaricare o comprare ogni singolo brano, hanno lasciato spazio a Spotify, più in linea con i tempi.

Sono passati ormai quasi 20 anni dal grande passo e Itunes si è ormai scissa in tre app: Apple Music, Apple Podcasts e Apple TV. La piattaforma era diventato troppo difficile e grande da gestire e lenta nel sincronizzare e aggiornare, ma rimane comunque nella storia per aver salvato la musica e aver avviato la rivoluzione digitale.


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