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La rivoluzione del walkman

Scritto da il 2 Luglio 2019

Nel 1979 la Sony metteva in commercio il prodotto che di lì a poco avrebbe rivoluzionato il modo di ascoltare la musica: il walkman.

Un modo egocentrico ma del tutto indisturbato di assaporare le note musicali attraverso questi misteriosi antenati dell’mp3, dotati di cuffie e un portacassette. Cosa ha significato la loro diffusione mainstream? Ascoltare la musica in quel modo voleva dire “isolarsi”, avere quel volume esagerato nelle orecchie e sentirsi sul palcoscenico con il proprio idolo.

La scena cult del tempo del tempo delle Mele spiega bene il valore di quell’oggetto meno ingombrante della radio, capace di creare una nuova atmosfera solo indossando le cuffie. Reality di Richard Sanderson fu la colonna sonora di tante storie d’amore, in primis quella tra Vic e Mathieu, persi in un dolce abbraccio.

Da quel momento per ragazzi e ragazze e non solo, il walkman divenne il simbolo degli anni ’80, della playlist personalizzabile, della scelta minuziosa delle cassette. Si spingeva Play e il viaggio nella musica più “intima” poteva iniziare. Il collettivo lasciava posto al singolo, alla dimensione strettamente personale; l’attesa che la canzone giusta passasse in radio non era più causa di trepidazione, ma era tutto improntato sulla cassetta, a volte comprata, spesso prestata e mai ridata.

La rivoluzione era a portata di cuffie e i giovani lo sapevano. Lo sapeva la Sony stessa, che quel giorno avrebbe cambiato per sempre le regole del commercio musicale. L’azienda commemora i quarant’anni di successi con un video.


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