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La Regina degli Scacchi, il mondo su una scacchiera

Scritto da il 20 Novembre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Applause” – Lady Gaga

Avete mai visto i signori al parco mentre giocano a scacchi?

Sicuramente nei film è pieno di scene del genere. Ma non è un gioco solo per i “vecchietti”.

Nella vita accade come nel gioco degli scacchi: noi abbozziamo un piano, ma esso è condizionato da ciò che si compiacerà di fare nel gioco degli scacchi l’avversario, nella vita il destino“.

Arthur Schopenhauer

Lo dimostra Anya Taylor-Joy, che nella nuova miniserie Netflix girata per lo più a Berlino, di cui si è parlato in Sissi tra le righe, racconta la storia di Beth, una bambina prodigio. Ma c’è sempre un prezzo per il genio.

Beth impara il gioco degli scacchi dal custode dell’orfanotrofio all’età di nove anni, e continua a giocare nella sua mente fino a quando non viene adottata da adolescente.

Fu la scacchiera a colpirmi. Esiste tutto un mondo in quelle case. Mi sento sicura lì, posso controllarlo, posso dominarlo ed è prevedibile. So che se mi faccio male è solo colpa mia“.

Beth

Inizia a farsi un nome nei tornei, fino a diventare una dei giocatori migliori degli Stati Uniti. Lei è singolare, di una bellezza unica e spigolosa, fredda e superiore. È così unica che già era stato deciso il suo aspetto, prima ancora dell’attrice. Basta uno sguardo per vedere che non è come tutte le sue coetanee.

< Devi essere molto sola>
< Io sto bene da sola>

La regina degli scacchi

Non ha paura di nessuno, perchè sa che può vincere, eccetto che di una persona. Ha paura del campione del mondo, un russo inarrivabile che la batte più volte.

Dopo la morte della madre e le sconfitte contro il campione, a farla uscire dal circolo autodistruttivo in cui si trovava è proprio il custode che le ha insegnato a giocare. Grazie a lui e alla sua unica amica dell’orfanotrofio riesce finalmente a trovare la forza di andare avanti.

È una di quelle serie che affascinano, perchè trasportano in un mondo unico, sconosciuto alla maggior parte delle persone. Un universo talmente emozionante da far piangere di felicità l’attrice Anya Taylor, che non sapeva assolutamente nulla di scacchi, alle riprese dell’ultimo episodio.

Gli scacchi sono considerati un simbolo universale di intelligenza e complessità, raffinatezza e astuzia. Eppure l’immagine del tipico giocatore di scacchi continua a essere quella di un eccentrico che a volte rasenta la psicosi“.

Garri Kimovič Kasparov

Voi avete mai giocato a scacchi?
Avete visto la serie?


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