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Cultura

La prova dell’ambidestria di Leonardo Da Vinci

today9 Aprile 2019

Background

La Storia è molto ricca di dubbi e misteri, alcuni dei quali forse non troveranno mai una risposta definitiva: ad essere finalmente uscito da questo Limbo eterno è il famigerato mito della presunta ambidestria nella scrittura e nella pittura del genio fiorentino Leonardo Da Vinci che, come è stato dichiarato in una recente conferenza stampa, ha finalmente trovato la sua definitiva conferma.

La chiave di questa svolta storica è da ricercarsi nell’analisi di uno degli scritti del genio rinascimentale, categorizzato negli Uffizi come “8P”, l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze sul Paesaggio. La scelta del reperto è ricaduta su questo preciso disegno in quanto riconosciuto come prima opera certa del Da Vinci e di altrettanto sicura datazione (5 Agosto 1473). Inoltre, poiché il foglio era destinato ad essere trasferito dalla Galleria degli Uffizi alla mostra “Alle origini del Genio” presso il borgo Da Vinci di Firenze, ulteriori verifiche di routine in queste situazioni si erano rivelate necessarie, ma i risultati ottenuti a fronte di queste analisi sono stati tutt’altro che ordinari.

Grazie a settimane di accurato lavoro da parte di specialisti e di tecniche e macchinari sperimentali, è stato possibile constatare che, dei due disegni che compongono l’opera esaminata, quello sul fronte contiene la celebre scritta a specchio ideata dal genio toscano per agevolare la stesura dell’inchiostro con la sinistra, mentre quella sul retro, vergata nel senso tradizionale, è stata realizzata usando la destra.

È stato infatti provato che entrambe le scritte siano autografe e realizzate utilizzando lo stesso inchiostro. Anche il paragone della calligrafia dei due lati del foglio, incrociata con quella di altri testi, è servita a corroborare l’ipotesi. Entrambe le scritte, pur avendo alcuni tratti distinti dovuto all’impiego di due mani diverse, sono dunque riconducibili ad un unico uomo, un personaggio che rappresenta un’eccezione nell’umanità sia a livello intellettivo, sia di messa in pratica di quell’ingegnosità che eternamente terrà vivo il ricordo del poliedrico, brillante, stravagante Leonardo Da Vinci.

Written by: Veronica Di Sero

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