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Paolo Conte, la pioggia canta l’amore

Scritto da il 29 Marzo 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Via con me”- Paolo Conte

Voicebookradio.com rende omaggio ad un grande cantautore, compositore e poeta, Paolo Conte. Nell’atto di creare ha plasmato un jazz “visivo”, immaginandolo come un quadro.

Un viaggio alla scoperta di un uomo che ha fatto di un culto, l’immaginazione: Paolo Conte.

Siete pronti per un viaggio sensoriale?

Perché è questa l’emozione che si prova ascoltando Paolo Conte. E’ un viaggio verso l’altrove e si innesca dentro di voi questa sensazione surreale, come se fossimo tutti immersi in un dipinto.

Immaginate questo, mentre lui suona il piano e canta davanti ad un microfono: un uomo eccelso davanti ai tasti bianchi e neri, coi baffi che ha fatto crescere per camuffare il suo viso. E le sue mani che “cantano” parole nell’aria, verso di voi.

È una sua immaginazione difficile da interpretare, un modo tutto personale di vivere il momento ineguagliabile della musica.

Paolo Conte

Ed è questo quello che si prova: una miscela vivida di emozioni, perché Conte sa trasportarvi profondamente, dentro ciò che narra. Quella teatralità un po’ eccentrica che accompagna i suoi pezzi è unica ed inimitabile.

La sua musica scatena atmosfere. Sono canzoni da toccare, annusare, soprattutto è una musica “immaginativa”. E’ musica da vedere, si proietta davanti a noi, proprio come fosse la scena di un film.

Sentite un rumore in lontananza? Tra poco inizierà a piovere…

Ed è proprio così, è una legge poetica scritta, questa: le donne come la pioggia, sono elementi quasi imprescindibili nelle sue canzoni.

La pioggia di Paolo Conte: canta. Canta parole d’amore, così evocative che rimandano ad un poeta del ‘900. Anche lui evocativo, battente sui suoni che parlano d’immagini. Gabriele D’Annunzio.

Due poeti che succhiano l’arte di vivere per farla defluire nella vita stessa, come fosse un corso d’acqua che procede serenamente, ma dentro di sé vive una burrasca di emozioni.

A differenza del poeta Vate D’Annunzio, Conte ha protagoniste donne, di cui alcune appartevano ad un epoca precedente, verso il ‘900, poi ce ne sono alcune più moderne, che evocano un tipo di comunicazione diversa tra uomo e donna.

E’ giunto il momento di abbandonarvi completamente nell’incantesimo evocativo del grande compositore, uomo della sinestesia, portatore di un mondo fatto di immagini che si è creato, a detta sua:“da un’amministrazione dei miei difetti, perché ho dei limiti che affronto con dei complessi. La musica mi salva.”

Se doveste svegliarvi una mattina e vi capitasse di percepire che sta per piovere un mondo freddo, fate un salto dentro Paolo Conte, solo lui potrà donarvi uno spettacolo d’arte che varia, col suo accappatoio azzurro:


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