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La natura fuori dagli schemi dei Maneskin

Scritto da il 7 Maggio 2018

Nel 1956 andò in onda il primo Talent show italiano, trasmesso sulla rete pubblica, che si chiamava “Primo applauso” ed aveva lo scopo di far emergere dei volti nuovi all’interno del mondo dello spettacolo tramite sfide: lo show faceva fronteggiare i concorrenti, i quali si esibivano nel campo artistico che sentivano più loro, offrendo la possibilità di partecipare a cantanti, attori, ballerini, comici ed anche illusionisti. Probabilmente ai tempi il programma non era visto come un talent show, ma nel 2018 esso sembra rispettare tutti i canoni dei classici talent che dal 2000 hanno invaso la televisione italiana.

I talent show hanno sempre offerto la possibilità di evitare i vari ostacoli che un talento ha di fronte a sé, mostrandolo al grande pubblico e portandolo ad una maturazione artistica tramite insegnanti e guide, che spesso vengono chiamati ad avere anche il ruolo di giudici. Molti talenti riuscirono, tramite la vittoria dei talent, ad affacciarsi al mercato musicale ma senza lasciare un segno vero e proprio dopo. Era diventato quasi matematico vedere la morte dell’artista dopo lo spettacolo televisivo, erano pochi i casi in cui l’artista riusciva veramente a camminare con le proprie gambe nel mondo della discografia. Gli esempi più celebri sono Emma Marrone (1° classificato di Amici 2010), The Kolors (1° classificato Amici 2015) e Lorenzo Fragola (1° classificato X Factor 2014).

L’ultima edizione di X Factor conclusa il 14 Dicembre 2017 ha fatto emergere tra tutti gli artisti presenti un gruppo di ragazzi romani, noti con il loro nome d’arte Maneskin. I Maneskin sono una band composta da 4 persone: Damiano (frontman del gruppo) , Victoria (bassista) , Ethan (batterista) e Thomas (chitarrista). Il loro stile così rivoluzionario non è passato inosservato, facendo impazzire il pubblico per la loro dinamicità musicale e per la loro trasgressione degli standard. Le loro qualità li hanno portati alla finale, nella quale però si sono classificati 2°. Sembra la nascita di una nuova meteora musicale, invece è la nascita di un’anomalia che sembra opporsi all’andazzo dei talent show.X Factor ha tra i suoi punti forti la crescita dell’artista, che vede durante il corso delle puntate la promozione di un suo singolo, un brano “riadattato” proposto dai giudici a seconda della categoria a cui appartiene. La fase finale del programma prevede che gli ultimi artisti rimasti propongano al grande pubblico una canzone inedita, di cui l’autore sia il concorrente stesso. I Maneskin pubblicarono il loro inedito dal nome “Chosen”, che letteralmente significa “Scelto” e sintetizza al meglio ciò che la canzone vuole dire : I Maneskin sono nati per fare musica. Il singolo, dopo l’uscita da “sconfitti” dal talent show, viene certificato oro e ha portato la band a compiere un firma copie in giro per l’Italia del disco che conteneva i migliori riadattamenti proposti dalla band durante la trasmissione di X Factor come “Io vengo dalla luna” di Caparezza. Come singoli inediti troviamo Chosen, che dà il nome all’intero album, e Recovery.
Oltre al firma copie, i Maneskin dopo la finale di X Factor non hanno smesso di suonare Live: La band ha lanciato un tour per tutta la penisola, facendo sold out in tutte le città, alcune delle quali riproposte per più date.

 

Nonostante il grande impegno dovuto al tour, i Maneskin riescono a pubblicare anche il loro primo singolo fuori dall’ambiente X Factor, intitolandolo “Morirò da re”, il quale si presenta ancora una prova della dinamicità musicale del gruppo. I 4 ragazzi esordiscono nel mercato musicale dopo l’esperienza del talent con un brano interamente italiano, a differenza delle precedenti canzoni cantate in inglese, le quali conferivano un atteggiamento più internazionale al gruppo. La scelta oltre ad essere molto coraggiosa è anche molto azzeccata e dimostra come il gruppo riesca a variare la propria musica evitando di cadere nel banale, come già le canzoni proposte durante il talent avevano fatto intuire mostrando le loro grandi capacità di variare da un mondo musicale all’altro, portando un contenuto sempre personale.

I Maneskin sono sicuramente una realtà che rompe gli schemi, per il fatto di esser usciti da un talent da 2°classificati e per aver portato qualcosa di nuovo nel mercato della musica italiana, che non aveva mai visto un qualcosa di simile ai Maneskin, una band che riuscisse a proporre varie forme musicali e a rinnovarsi ogni volta.  Etichettare la band sotto un genere è molto riduttivo, la voce di Damiano e gli arrangiamenti di Victoria, Ethan e Thomas ne sono la prova:  il cantante sembra appartenere a più generi mescolati, i quali lo rendono capace di accompagnare qualsiasi arrangiamento proposto dagli altri tre ragazzi che a loro volta propongono al front man melodie sempre diverse che passano dall’uso dei tamburi e chitarre acustiche all’uso di batteria, basso e chitarra.

 

 

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