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La metà delle allergie alimentari sono immaginarie

Scritto da il 11 Gennaio 2019

Stando ad uno studio condotto in America su oltre 40mila adulti, la metà di quelli che denunciano un’allergia alimentare è in realtà “sano”, in quanto i disturbi descritti non vengono, di fatto, suffragati da nessun sintomo effettivo. Tra questi, solo il 50% aveva effettuato seri accertamenti medici, mentre la restante parte non aveva ricercato alcuna diagnosi confermativa.
Per di più, sembra piuttosto diffusa la cattiva abitudine di farsi prescrivere, a fronte delle suddette allergie fantasma, la sostanza più utilizzata per prevenire gli shock anafilattici, l’adrenalina.

Basandoci inoltre sui dati pubblicati dalla rivista JAMA Network Open, il 10% della popolazione adulta americana, numero in crescita, possiede o sviluppa con l’avanzare dell’età allergie alimentari, mentre a percepire questo tipo di limitazione al consumo dei cibi è il 19%, per l’appunto quasi il doppio di essi.

Insomma, le considerazioni finali più rilevanti sono due: la prima, è che il numero di allergie alimentari sviluppate successivamente sta subendo un incremento che va studiato ed osservato così da aprire nuovi campi verso la prevenzione; la seconda, è che in generale vi è poca consapevolezza nell’ambito di questo tipo di limitazioni di cui un organismo può come non può soffrire, e questo alle volte porta ad una eccessiva leggerezza nell’assunzione di farmaci o nella rinuncia di importanti nutrienti di cui ogni individuo ha bisogno, un comportamento che va contrastato attraverso l’istruzione ad ampio spettro della comunità.


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