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La giornata del contemporaneo apre i musei e gli studi d’artista

Scritto da il 5 Dicembre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura : “Quale futuro vuoi” – Enzo Gragnaniello e Nino Buonocore

Da oggi, 5 dicembre, torna la Giornata del Contemporaneo, l’iniziativa lanciata da Amaci, l’associazione dei musei italiani dedicati all’arte contemporanea, che ormai da sedici anni apre gratis le porte di musei e studi d’artista.

Al centro dell’evento ci saranno i progetti di 20 artisti, “perché oggi più che mai è importante sottolineare il senso di comunità e collettività”. L’edizione è stata spostata ad oggi, 5 dicembre, per dare spazio -pandemia permettendo- alla possibilità per qualcuno di un’apertura anche fisica ai visitatori.

Saranno tutti benvenuti

Torna così, con energia e voglia di farsi “sentire”, la Giornata del Contemporaneo e, questa volta, si prepara ad accogliere i visitatori con un formato ibrido, in gran parte virtuale, ma non solo. Con la speranza che il prossimo dpcm consenta la riapertura dei luoghi d’arte. In ogni caso, comunque vadano le cose, ci sarà molta varietà di espressioni con tantissimi appuntamenti anche internazionali.

Eccellenze italiane nel mondo

Si punterà a fare rete in Italia e nello stesso tempo si sottolineerà il grande ruolo che le espressioni della creatività italiana hanno nel mondo.

Partendo da Eugenio Tibaldi con la sua opera site specific ad Adis Abeba fino a Stoccolma, dove sul tetto dello splendido edificio progettato dal grande Gio Ponti che ospita l’Istituto di cultura italiana, sarà montata una installazione di Monica Bonvicini.

La manifestazione è stata presentata alla stampa dal presidente Lorenzo Giusti, con la vice ministro degli esteri Marina Sereni e il sottosegretario ai beni culturali Anna Laura Orrico. Ma l’evento non si limiterà ad oggi. Infatti con l’hashtag #giornatadelcontemporaneo, prenderà vita e si svilupperà, fino all’11 dicembre una settimana di promozione dell’arte contemporanea italiana all’estero.


L’obiettivo, come ha spiegato lo stesso Giusti, è anche trasformare una necessità in una opportunità. Con una campagna di comunicazione che coinvolga, insieme a musei e atelier, “editori, magazine, blog, scuole”. Non si tratterà quindi di una ricorrenza in tono minore, tanto più che sono già più di 500, sottolinea Giusti, “le realtà che hanno aderito”.

La sfida del progetto

Sarà semmai l’occasione per andare oltre. Per raccogliere insieme quella che indubbiamente “è una sfida” e rinsaldare la community italiana dell’arte provando, proprio da qui ad immaginare il futuro.

Una iniziativa, sottolinea la viceministro Sereni, “che governo e Farnesina sostengono e seguono con grande attenzione” con l’idea di trasmettere il messaggio “che la cultura non si ferma e il mondo degli artisti è attivo e vitale”.

Perché, se è vero, fa notare il sottosegretario Mibact Orrico, che in Italia “il mondo della cultura in Italia è stato tra i più colpiti dalla pandemia” è vero anche che quello dell’arte e della creatività è tra i settori “che di più hanno saputo reagire e dimostrare quanto la cultura sia importante per il Paese”.

Da oggi fino all’11 dicembre, quindi, tutti i progetti digitali proposti saranno su www.giornatadelcontemporaneo.org

Così come i video e l’elenco di tutte le attività organizzate dalla rete estera del Maeci. Oltre ai nomi di tutti gli aderenti alla Giornata del Contemporaneo.
Sarà ovviamente promossa sui canali social dell’Associazione e su quelli di tutte le realtà coinvolte.

Un torrente in piena composto da mostre, performance, video. Ma anche incontri, tavole rotonde, lezioni, dibattiti, incontri con gli artisti.

Tutti insieme per raccontare e presentare al pubblico italiano ed internazionale, la creatività e la visione di futuro di un paese che.

Come i 20 artisti coinvolti nell’immagine guida, da Paola Angelini (Ca’ Pesaro) a Emilio Vavarella (Maxxi). Passando per Silvia Giambrone (Museo del Novecento) Nunzio (Istituto Nazionale della Grafica) Marinella Senatore (Centro Pecci). E ancora Justin Randolph Thompson (Madre) solo per citarne alcuni, sceglie di raccontarsi al plurale, rispondendo con l’impegno collettivo alla sfida del virus.


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