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La Vergine in cielo

Scritto da il 31 Agosto 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Counting Stars” – One Republic

Siamo nel periodo dei raccolti, dove i bambini nascono sotto il segno della Vergine, o Virgo, rappresentata da sempre come una donna con una spiga in mano, simboleggiante la Grande Madre.

La Costellazione

È una delle costellazioni più grandi del cielo e può essere facilmente rintracciata tramite la sua stella più luminosa, Spica ( alfa Virginis) , che fa parte insieme ad Arturo, della costellazione del Boote, e a Denebola del Leone del Triangolo di Primavera. Per individuarla basta proseguire da linea che dal Grande Carro porta ad Arturo.

Costellazione della Vergine

Spica rappresenta la spiga di grano che la donna tiene in mano, mentre le altre stelle compongono il corpo; le altre stelle importanti della costellazione sono Porrima, Vindimiatrix, Heze, Minelauva e Zavijava.

Nana e Ishtar

I sumeri attribuirono inizialmente questa costellazione a Nana, dea della vita, della natura, della fecondità e della nascita. Il suo tempio era a Eanna ed era chiamato Casa del Cielo. La figura di Nana venne, con il tempo, oscurata da quella della dea Ishtar, ma in alcune culture africane la sua venerazione è rimasta.

Ishtar

Ishtar, chiamata successivamente con l’appellativo di Signora del Cielo, era la dea della vegetazione che tornava a verdeggiare dopo l’inverno. Il mito più noto è quello chiamato Pellegrinaggio di Ishtar.

Secondo la leggenda, la dea si innamorò di Tammuz, che venne ferito a morte da un cinghiale. Tormentata dalla morte prematura dell’amato, Ishtar scese negli inferi per pregare la solitaria sorella di restituirglielo. Ogni volta che ella oltrepassava una delle porte doveva lasciare un pegno, esattamente come facevano le anime degli uomini.

Al cospetto della sorella, Ishtar, arrivò senza nulla ed ella la imprigionò. Fu solo quando Ea, il Signore degli Dei, ordinò ad Ereshkigal, Signora degli Inferi, di lasciare andare sia la sorella che Tammuz.

Successivamente la dea divenne anche dea dell’amore e conosciuta per avere cento amanti, una divinità dalle molte forme e significati.

Iside

Originariamente la dea egizia Iside rappresentava la natura e suo marito Osiride la Luna. Poi Osiride venne identificato come il Sole e la moglie la sua controparte, diventando la Luna.

Iside

Per gli egizi la costellazione di Virgo aveva la forma di una figura con la spiga in mano e un’altra con in braccio un bambino. L’ultima figura rappresentava Iside, poichè rimandava a lei con in braccio il figlio Horus.

Temi e Dike

Figlia di Gea, incarnazione della Terra, Temi era la titanide dell’Ordine, come dice il suo nome, rappresentava per i greci, anche, il susseguirsi delle stagioni e per questo aveva tre manifestazioni:

Temi

Autea, che significa fiorita, era la primavera; Iperea, ovvero colei che sta sopra, rappresentava l’estate; Pittea, letteralmente dea del Pino, era, invece, l’autunno.

Secondo il mito, Temi fu la prima moglie di Zeus e si sposarono per dimostrare la pace e la fine della guerra tra titani e dei. Ebbe sei figlie dal Signore degli Dei: le Ore e le Moire.

Le ultime tre, le Moire, erano coloro che scandivano il tempo di una vita umana, passavano le giornate a tessere fili che poi avrebbero tagliato. Il loro erano Cloto, la filatrice, Lachesi, la misuratrice, e Atropo, Colei che non si può evitare.

Le Ore, invece, erano tre innocue sorelle che rappresentavano pace e giustizia. I loro nomi erano Eunomia, ovvero la Legalità, Irene, la Pace, e Dike, la Giustizia.

Le tre Ore

Anche Dike poteva rappresentare la costellazione della Vergine. Secondo la leggenda, Dike viveva tra gli uomini dell’Età d’Oro, in armonia e tranquillità, ma quando essi giunsero all’Età d’Argento, iniziarono il loro decadimento e la dea si rifugiò su monte, lontano. Ma con l’Età del Bronzo gli uomini iniziarono le guerre e le violenze e lei, disgustata, volò in cielo, per allontanarsi dalle azioni degli uomini.

Demetra

Demetra

La costellazione rappresenta i raccolti e la dea dell’agricoltura è Demetra, seconda figlia di Crono e Rea, sorella di Zeus, dal quale ebbe anche una figlia, Persefone.

Virgo è rappresentata in maniera triplice da Demetra, che simboleggia il momento del raccolto, Persefone, la dea della primavera e della crescita, indica anche la Vergine, visto che quando fu rapita da Ade era una giovane e nubile fanciulla, e da Ecate, dea degli incantesimi, degli spettri e degli incroci, aiutò la prima ad ritrovare la seconda e indica la fine del raccolto.

Erigone

Secondo un altro mito, Virgo rappresenta Erigone, figlia del re Icario.

Nel mito Dioniso insegnò all’uomo a coltivare la vite, fu il primo che seppe come fare, e quando venne ucciso il suo corpo fu nascosto e seppellito sotto un albero. La figlia, preoccupata, iniziò a cercarlo e quando, grazie al fiuto di un cane, trovò il corpo del padre, per il dolore s’impiccò ad un albero.

Dioniso, triste per il loro fato, trasformò il corpo della giovane in una costellazione in cielo.

Conoscevate queste divinità e questi miti?


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