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Cinema e TV

La Cinemante – L’esperimento Utopia

today11 Aprile 2018

Background
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Colori sgargianti e complotti mondiali in una delle serie TV meglio realizzate di sempre: Utopia.

Immaginate di essere in possesso del manoscritto del secondo volume di una graphic novel chiamata “The Utopia Experiment“. Si dice che questo fumetto abbia predetto i disastri mondiali dell’ultimo secolo, ma a voi sembra solo avere una bella storia. Decidete quindi di ritrovarvi con altri appassonati ma finite in un vortice di violenza e cospirazioni, tra le tele di un’organizzazione segreta e senza scrupoli chiamata The Network.
L’organizzazione è guidata da un certo “Mr. Rabbit“, la cui identità è nascosta all’interno del manoscritto. Questo personaggio sembra voler ottenere con tutti i mezzi a sua disposizione “The Utopia Experiments” e la posizione di una certa Jessica Hyde, tutto ciò per sventare un disastro, forse.

Questa storia distopica è apparentemente molto semplice ma è sviluppata sulla continua suspence con una scrittura e regia eccezionali che vi faranno tenere gli occhi aperti per tutte e due le stagioni. Inizialmente la regia era stata proposta a David Fincher, il resgista di Fight Club, ma dopo il suo rifiuto è stata affidata a Dennis Kelly e trasmessa sul canale inglese Channel 4.

Ad accompagnarvi per tutte e due le stagioni troverete una delle colonne sonore più riuscite e curate di sempre e una fotografia da far rimanere a bocca aperta. Colori sgargianti e definiti che rendono tutto più surreale, andando contro all’atmosfera cupa e violenta della serie. Ogni scena è un’opera d’arte, una fotografia da sfondo del computer, quasi come un Wes Anderson distopico portato all’estremo.

Un presente surreale in cui i 5 protagonisti sono costretti a nascondersi, isolati da tutto ciò che apparteneva alla loro vita normale per proteggere questo manoscritto dal Network. Nel corso delle vicende in cui si troveranno si vedrà come in questa storia non esistano nè buoni nè cattivi e i 5 ragazzi saranno costretti dalle circostanze a privarsi della loro umanità.

Perciò ecco la domanda. Cosa pensi che accadrà quando il petrolio e il carbone finiranno tra un centinaio di anni? Quando ci sono dieci miliardi di persone che vivono in un pianeta che ne può supportare solo uno?

Da questa citazione è evidente l’aria che tira nella serie, un’aria cupa in una realtà portata all’estremo, ma non del tutto lontana dalla verità. Infatti viene affrontato il problema molto attuale della sovrappopolazione, oltre a molti fatti realmente accaduti come quello di Aldo Moro, riprodotto nella prima puntata della seconda stagione.

Come dicevo prima, in Utopia non ci sono nè buoni nè cattivi; una scelta realistica e spiazzante in una storia che coinvolge e non risulta pesante, nonostante i temi difficili e cupi ed ha il suo massimo nella seconda stagione, se possibile più bella della prima.

Ma essendo una serie talmente particolare è difficile renderle giustizia a parole e per questo vi lascio il trailer qui sotto!

Written by: Elisa Fanais

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