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Janis Joplin, bellissima perdente

Scritto da il 4 Ottobre 2019

49 anni fa veniva trovata morta nella stanza 105 del Landmark Hotel a Hollywood la giovane Janis Joplin, che a soli 27 anni e con un presente glorioso aveva già scritto la storia del blues e del rock.

Interprete fragile e grintosa, viene ricordata per le sue performances trascendentali, catarsi dell’anima per chi ascolta il graffio della sua voce che arriva dritto al cuore.

“Bellissima perdente” la definisce Leonard Cohen. Infatti Janis Joplin si lascia andare completamente nel suo canto libero: trascina e si fa trascinare.

Ricordiamo le canzoni più significative che hanno fatto di lei una leggenda della musica.

Piece of my heart

È il più grande successo di Janis Joplin, eseguito con la Big Brother & the Holding Company, uno dei gruppi con cui cantava prima di diventare solista nel 1968.

È la storia di una donna disperata, così rapita dal suo uomo, che vorrebbe spezzare un altro pezzo del suo cuore, se solo lui desiderasse averlo.

La canzone, scritta da Jerry Ragovoy e Bert Berns, è associata principalmente alla Joplin, ma è di Erma Franklin, sorella minore di Aretha Franklin, la versione originale del 1967.

La cover della Big Brother & the Holding Company si posiziona 12esima nella classifica USA hot 100.

Poi Janis la canterà da solista a Woodstock nel 1969.

Ball and chain

In origine scritta e performata dalla cantante blues Willie Mae “Big Mama” Thornton, la canzone è associata alla prigionia, data la forte oppressione da parte del marito.

La versione del 1968 di Janis insieme alla Big Brother & the Holding Company solidifica definitivamente la sua reputazione di incredibile cantante blues, capace di poter gestire un genere così “spigoloso”.

Anche questa canzone farà parte della sua scaletta a Woodstock.

Cry baby

La canzone più famosa dell’album Pearl, è un climax ascendente di chitarra e batteria, cui segue iperbolica la voce graffiata della Joplin, tripudio della sofferenza e della rabbia contro il mondo.

Me and Bobby McGee

Canzone postuma che si posizionerà prima in classifica nel 1971. È l’ultimo grido di libertà della cantante.

Summertime

Composta da George Gershwin per l’opera Porgy and Bess del 1935, Summertime è una ninna nanna che rassicura un bambino sul presente e il futuro.

Nel ‘68 viene reinterpretata da Janis e la Big Brother & the Holding Company in uno stile blues-rock. La canzone è inserita in Cheap Thrills, secondo album della band, che occupa la 338esima posizione nella lista dei 500 album migliori di sempre. All’uscita si posiziona primo in classifica e per otto settimane si mantiene in vetta.

Mercedes Benz

Basata sulla canzone del poeta Beat, Michael McClure, intitolata C’mon, God, and buy me a Mercedes Benz.

La Joplin vide lo stesso McClure recitarla l’8 agosto 1970 e la sera stessa, un’ora prima del suo show al Capitol Theatre di Port Chester, New York, la trasformò nella canzone che oggi conosciamo.

Patti Smith ne racconta l’aneddoto nel libro Just Kids. Prima dell’evento la Joplin si reca in un bar vicino al Capito Theatre, con il compositore Bob Neuwirth e gli attori Rip Torn e Geraldine Page. Janis comincia a recitare il primo verso della canzone “Oh, Lord won’t you buy me a Mercedes Benz”. Gli altri iniziano a dar forma un ritmo sbattendo i boccali di birra sul tavolo. Bob Neuwirth e Janis scrivono il testo su un tovagliolo e, finita la canzone, Janis la porta la sera stessa al suo show introducendola con le parole “I just wrote this at the bar on the corner. I’m going to do it Acapulco”.

Mercedes Benz si rivela un’aspra critica sociale su quanto le persone leghino il significato di felicità ai soldi e al materialismo. In particolare in riferimento a quei cantanti che prima lanciavano invettive contro la società materialista, e poi, arricchiti dalla fama, si sono trasformati in ciò che criticavano.

A metà degli anni ’90 è stata usata erroneamente in una pubblicità dell’omonima casa automobilistica, ma come canta la Joplin tra le righe, un’automobile di lusso non ci rende migliori.


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