fbpx

Young

Premi PLAY per ascoltare

Traccia corrente

Titolo

Artista

Show attuale

Mooday

19:30 20:30

Show attuale

Mooday

19:30 20:30


Janis Joplin, 50 anni senza la Regina del Rock

Scritto da il 4 Ottobre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Piece of my heart” – Janis Joplin

Il 4 ottobre 1970 scompariva, a soli 27 anni, la prima donna Rock Star della storia, Janis Joplin.

Talento straordinario, voce graffiante e impetuosa. La perfetta tavolozza delle più viscerali sfumature del blues e del soul perfettamente miscelate al più classico Rock degli anni ’70.
Indimenticate le sue interpretazioni, intense al limite del dolore, estreme, con gli acuti strazianti, iniettati della sua enorme fame d’amore.

Sul palco faccio l’amore con venticinquemila persone, poi torno a casa sola

Janis Joplin

Solo nella musica trovò la sua dimensione assoluta. Lei che, vittima di bullismo per il suo aspetto fisico, fuggì in autostop dal Texas per rifugiarsi a San Francisco. In quel periodo la città era il centro nevralgico di vibrazioni nuove. Era divenuta la capitale del movimento hippie, un mix esplosivo di pacifismo, libertà, sperimentazione di sostanze e fermenti musicali e culturali. Sperimentazioni che travolsero la giovane Janis e la inghiottirono, con tutto il suo doloroso carico emotivo, in un viaggio senza ritorno nella musica straordinaria di quegli anni.

Janis ribaltò per sempre il ruolo e l’immagine della donna nel mondo musicale, un universo a quei tempi dominato da artisti maschili. Eppure seppe fin da subito dominare la scena. Fu la prima vera donna Rock Star della storia, colei che aprì la pista a tante eccellenti artiste che tutt’oggi la considerano inarrivabile.

Il suo percorso musicale

Iniziò il suo breve viaggio musicale con i Big Brother and the Holding Company. Fu il periodo delle maniacali sperimentazioni sulla voce, dello studio costante, della ricerca continua in ogni minima sfumatura. Era una perfezionista, esigentissima con sé stessa e con i suoi musicisti che non ebbero vita semplice con lei. Ogni prova era un ricamo doloroso e ossessivo attorno al suo timbro quasi sconvolgente, esteso, spinto al limite. Un’innovazione assoluta a quei tempi.
Questa sua difficoltà a scendere a compromessi coi membri della band la spinse a lanciarsi nella carriera solista che la consacrò come stella nascente del panorama musicale del periodo.
Ma avrà giusto il tempo di poche incisioni, che saranno pubblicate postume nel 1971, perché la sua giovane e disperata vita si interruppe di colpo, all’apice del successo artistico.

Solitudine, alcool ed eroina

Tormentate storie d’amore, rifiuti, tradimenti, devastanti altalene emotive la segnarono fin da ragazzina.
Una crepa profonda nella sua anima, malcelata dalle luci del successo.
Il tutto fu accentuato dall’abuso di alcool e droga che non la rendevano lucida nella vita e all’altezza delle sue capacità artistiche sul palco.
È passata alla storia la sua performance a Woodstock e non certo in modo positivo. Andò in scena dieci ore dopo l’orario previsto. Un tempo troppo lungo per non essere riempito da un consumo esagerato di eroina e alcool.

Pete Townshend degli Who racconta: “A Woodstock Janis non fece la sua performance migliore probabilmente a causa dell’alcool e della droga. Ma anche quando non era in condizione riusciva ad essere straordinaria”.
Questo continuo rifugiarsi negli eccessi era frutto delle sue paure mai sfumate, dei fantasmi del passato, della sua fragilità di ragazza disperata che ha dovuto sempre sgomitare per essere amata. Anche quando il successo la rese popolare, desiderata, osannata, adorata da pubblico, colleghi e critica.

Le ultime ore a Los Angeles

Era il 4 ottobre 1970.
Esattamente 50 anni fa.

Janis era attesa nello studio di registrazione a Los Angeles, ma non si presentò. La chiamarono con insistenza al telefono della sua camera al Landmark Motor Hotel. Ma non rispose nessuno. Eppure la sua Porsche dai colori psichedelici non si era mai mossa dal parcheggio. Toccò a John Byrne, suo fotografo e manager, correre a cercarla. La scena che trovò nella camera di Janis fu agghiacciante. Era riversa a faccia in giù accanto al letto, senza più vita. L’autopsia non lasciò dubbi: a stroncare la più potente icona femminile della storia del Rock fu un’overdose di eroina.

La maledizione del “Club 27”

Due settimane prima di lei morì un’altra divinità del Rock, Jimi Hendrix. Entrambi avevano 27 anni. Esattamente come Jim Morrison che morirà alla stessa età nemmeno un anno dopo. Sono tristemente considerati la “Trinità laica del Club 27”, ovvero la lugubre cerchia di artisti morti a soli 27 anni.

Di questo infausto club entrarono tragicamente a far parte, in tempi più recenti, anche Kurt Cobain ed Amy Winehouse.

Janis Joplin Club 27

Ma, più delle tinte drammatiche della vita di Janis, ciò che conta è il timbro indelebile che ha lasciato nel firmamento musicale di tutti i tempi. Una straordinaria eredità artistica che ha aperto la strada a tante altre donne del rock.

Nel 1995 è stata inserita nella Rock and Roll Hall of Fame e nel 2005 è stata insignita del Grammy Award alla carriera postumo.

La prova inconfutabile che, anche una ragazza fragile, segnata da tante cicatrici, può riscattarsi attraverso la musica e continuare a vibrare oltre ogni tempo.


Opinione dei lettori

Commenta

La tua email non sarà pubblica. I campi richiesti sono contrassegnati con *


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.