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J.J. Thomson e i suoi elettroni

Scritto da il 30 Agosto 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Il Modello Atomico” – Lorenzo Baglioni

Ricordiamo oggi la scomparsa (era il 30 Agosto 1940) del famoso fisico e premio Nobel Joseph John Thomson che riposa accanto a Isaac Newton nell’abbazia di Westminster.

Nato vicino Manchester il 18 Dicembre 1856, nel 1884 diventa professore di fisica all’Università di Cambridge, è passato alla storia per aver scoperto la prima particella subatomica, gli elettroni (che lui inizialmente chiamò corpuscoli) per i quali riuscì a determinare, carica, massa e velocità mediante l’ideazione di specifici test in laboratorio.

Thomson utilizzò la scoperta degli elettroni per studiare il fenomeno del passaggio di elettricità attraverso i gas e per spiegarlo si servì della teoria della ionizzazione, per la quale vinse il premio Nobel per la fisica nel 1906.

Questo il tubo catodico con cui scoprì gli elettroni

La scoperta dell’elettrone aprì nuovamente il dibattito sulla struttura della materia e nel 1904 Thomson propose un modello di atomo, costituito da una distribuzione di elettricità positiva, nella quale si muovono su traiettorie circolari concentriche tanti elettroni quanti sono necessari per compensare la carica positiva. Questo modello (poi superato dal modello di Rutherford) fu importante perché mise in evidenza il problema delle instabilità radioattive comune a qualunque modello atomico.


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