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Intervista ad Eugenio Bennato, migrando verso tutti i Sud del Mondo

Scritto da il 1 Aprile 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Ritmo di Contrabbando” – Eugenio Bennato

Nella puntata di ieri sera di Music Whispers ho avuto il privilegio di ospitare un vero Maestro del cantautorato italiano. Portatore dei ritmi del Sud nel mondo con il suo Taranta Power. Eugenio Bennato.

«Il mio percorso è un allargamento dell’orizzonte mediterraneo a più lontane latitudini, e in particolare alla intensa e misteriosa Africa, dove colloco una mitica sponda che custodisce la fonte di tutte le leggende, e il segreto di un suono battente primitivo che, attraverso deserti e mari, viaggia e si diffonde. E arriva fino a noi, fino alle nostre sponde, che risuonano così di antiche tammorre e chitarre, nelle campagne ricche di arte e di cultura. Da Napoli al Gargano alla Calabria quelle voci quelle melodie e quei balli mi portano ad Algeri, a Orano a Casablanca, e poi più in là al Cairo, in Etiopia, in Mozambico. Ogni tappa è una scoperta e un riconoscimento, lungo il filo di un’emozione e di un’idea, in un percorso alternativo rispetto alla devastante logica del business e dell’appiattimento globalizzante, contro la quale silenziosamente combattono i tamburi di ogni villaggio”»
Eugenio Bennato, raccontando dell’album “Sponda Sud”.

 

Tamburi e tamburelli

Per artisti del calibro di Eugenio Bennato le parole servono davvero a poco. Basterebbe far risuonare la sua chitarra, accompagnata dai ritmi quasi ossessivi di tammorre, tamburi e tamburelli. E immediatamente ci sentiremmo catapultati in mare. Ma non uno qualunque.

Il Mediterraneo

Il mare come sentiero che si spinge verso culture nuove. Il mare che lambisce terre distanti e che ne diventa nucleo prezioso, “conca magica” -come la definisce lui stesso- ricco di frutti da scambiarsi alla stessa tavola imbandita di ritmi, sonorità, lingue e dialetti.

eugenio bennatoMa quanto è prezioso poter condividere e mescolare gli strumenti, le parole, le dinamiche musicali di terre distanti, ma accomunate dallo stesso mare?

Il Mediterraneo al centro di tutto.
Il Mediterraneo come scambio costante.
Il Mediterraneo che porta echi lontani e soffia forte su ogni paese che sfiora.
Il Mediterraneo che ha tanti confini, ma li abbatte tutti, voglioso di contaminarsi di ogni cosa che incontra.
E in ogni sua onda si arricchisce e si moltiplica di colori, di intensità, di profumi, di voci e di vite mescolate.

Forse è proprio così che racconterei l’esperienza musicale della straordinaria carriera di Eugenio Bennato.

Mescolanze

Mescolanza viva. Curiosità insistente e migrazione. Sperimentazione coraggiosa e un grande cuore che batte controvento.

Eugenio è una colonna portante della scuola dei cantautori napoletani assieme ai due fratelli Edoardo e Giorgio, a Pino Daniele, Tony Esposito, Alan Sorrenti, James Senese ed altri. Erano quelli che negli anni settanta ascoltavano il Blues americano, Bob Dylan, i Beatles. Gli stessi che decisero di sfruttare il grande vento di cambiamento che soffiava su tutta Europa.

Raccolsero i profumi che portava il mare, li innestarono nella cultura popolare partenopea, traducendoli con sensibilità ed estro in un linguaggio nuovo che diede vita a una vera rivoluzione musicale.

 

Sperimentazione continua e ricerca sono da sempre le mandanti che lo hanno spinto verso coste nuove.

Da questo stimolo verace e dal suo genio creativo -suo e di Carlo D’Angiò- nacquero realtà importantissime della cultura musicale popolare italiana, come la Nuova Compagnia di Canto Popolare e i Musicanova.

Taranta Power

Nel 1998 fonda il movimento Taranta Power con l’intento di promuovere la Taranta attraverso musica, cinema e teatro. E da lì è partito un viaggio nuovo che, negli anni, ha attraverso l’Europa e l’Africa fino alla Cina, portando alla ribalta la musica popolare e i balli tipici del sud. Questa potenza incredibile fatta di tarantelle, pizziche e ritmi tribali ha festeggiato nel 2018 vent’anni di vita e di stimoli costanti.

E’ stato un racconto bellissimo quello di ieri sera ci ha fatto assaporare i gusti e i profumi di mille terre amiche.

Riascoltate l’intera intervista nel podcast cliccando qui.

 


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