In Finlandia lotta alle fake news dalle elementari

Scritto da il 15 Maggio 2020

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano: “Real Life – Imagine Dragons”

Nel paese scandinavo si lavora sui metodi di individuazione delle notizie false sin dai primi anni del percorso scolastico

È giusto guardare a paesi più avanzati del nostro, per poter prendere spunti ed imparare. E dalla Finlandia, un paese che ha a capo del suo governo Sanna Marin, figlia di una coppia omogenitoriale, le lezioni che potremmo assimilare sono molte.

Una di queste è sicuramente la lotta alla disinformazione, condotta con grande attenzione, tanto che la nazione scandinava è prima nella classifica dei paesi europei più resistenti alle bufale, secondo il Media Literacy Index del 2019 (ai primi posti ci sono poi gli altri paesi nordeuropei, mentre l’Italia è nella seconda metà della classifica).

Come riesce dunque la Finlandia a combattere così efficacemente la diffusione di notizie non vere? Lo fa innanzitutto partendo da dove si forma il senso civico dei cittadini: la scuola.

Sono infatti state introdotte iniziative nella scuola elementare per discernere notizie vere e notizie false, partendo dal presupposto che i bambini e i giovani sono quelli che più di tutti si informano nel posto con il più rischio di fake news: i social network.

E non servono dunque specifiche lezioni di semiotica per imparare a riconoscere le fake: “Chi da piccolo, del resto, non ama giocare al detective?“, osserva il professor Kari Kivinen, preside del college statale di Helsinki.

Perciò con metodi adatti all’eta dei piccoli studenti si ricavano esempi di disinformazione su cui riflettere partendo dalla storia, come dalla letteratura, come da altre materie.

Sono poi spiegate anche alcune nozioni specifiche, certo, come la differenza tra i vari tipi di notizie false: la misinformazione, frutto di errori o imperfezioni nel lavoro giornalistico, e la vera disinformazione, che è una volontaria e consapevole manipolazione della verità.

Kivinen spiega che la finalità di quest’approccio è indurre gli studenti a “pensare in modo critico, controllare i fatti, interpretare e valutare tutte le informazioni che si ricevono“.

Sì, perché purtroppo ci saranno sempre individui che tentano di diffondere bufale, ma imparando ad andare oltre la notizia in sé e domandandosi sempre chi l’ha prodotta, e come e perché l’ha fatto, le loro bugie possono essere smascherate.


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