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Il vaccino promosso da Elvis cambiò il mondo

Scritto da il 9 Dicembre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “La Cura” – Franco Battiato

Si sente tanto parlare di vaccini, in questi tempi. Una possibilità per uscire da una condizione che ci ha intrappolati per molto tempo. Una via d’uscita, una luce in fondo al tunnel. O, almeno, considerata così da molti. Perché sì, ci sono quelle persone che ne mettono in discussione l’efficacia, come anche la sua affidabilità. Per quanto questa visione possa risultare assurda e inammissibile, questa esiste, ed è difficile combatterla. Ma come combattere i negazionisti?

I vaccini servono. Da quando sono stati creati, ci aiutano a sopravvivere contro malattie orribili. I vaccini ci fanno vivere. E la ricerca è sempre attiva per trovarne di nuovi. Anche se molte volte non ci riesce. È per questo che le istituzioni e la società promuovono spesso la vaccinazione. Soprattutto da bambini, è fondamentale per noi e per gli altri evitare che certi morbi ci contaminino, attraverso cure preventive. E queste sono proprio i vaccini.

vaccino

Non è strano vedere il presidente del Consiglio Giuseppe Conte contattare personaggi come Chiara Ferragni e Fedez per promuovere i giusti comportamenti da assumere contro il COVID-19. O la notizia per cui gli ex presidenti degli Stati Uniti Barak Obama, Bill Clinton e George Bush si vaccineranno in diretta per combatterlo. Non è strano perché non è nuovo. Già diverse volte i media hanno dato una svolta alla diffusione di epidemie. Spesso hanno anche sfatato falsi miti e rassicurato la popolazione.  

1956: Elvis e la polio

Il poliovirus è un virus che si trasmette tra gli esseri umani per via oro-fecale, e porta alla poliomielite, estremamente contagiosa e, nei casi peggiori, altamente dannosa. Porta, infatti, a paralisi temporanee o permanenti colpendo il sistema nervoso centrale, e può essere fatale. Oggi è più comune la forma lieve della malattia, che colpisce l’intestino, e non esiste una cura specifica. Esiste solo il vaccino.

Negli anni Cinquanta questa malattia era molto diffusa, tanto da raggiungere il picco di oltre ventunomila casi negli Stati Uniti nel 1952. Il vaccino per questa terribile malattia fu sviluppato nel 1954 e reso disponibile nel 1955. Tutti, però, avevano paura del suo effetto. Iniettare dentro il proprio corpo un virus…? Faceva veramente paura a tutti, e, come oggi, c’era chi diceva che fosse tutto un complotto contro l’umanità.

Fin quando non arrivò Elvis Presley. Nel 1956 gli fu chiesto di vaccinarsi contro la polio davanti alle telecamere. Lui, entusiasta, rispose di sì, perché era necessario che lo facessero tutti, che lui desse il buon esempio. E così, negli studi della CBS di New York, in una puntata dell’Ed Sullivan Show, il Re del Rock’n’roll si fece fare il vaccino da una sorridente infermiera, in diretta TV. Incredibile, ma in America le richieste del vaccino antipolio aumentarono, e i casi crollarono nel giro di pochissimo tempo. Lui, the King, ha mostrato a tutti che il vaccino andava fatto. E ha rassicurato tutti -o quasi- i malfidati che non avrebbe fatto male. 

1991: l’HIV e il bacio che cambiò tutto

Ma di virus senza vaccino ce ne sono ancora molti. Come l’HIV, che porta all’Aids. L’HIV attacca particolari globuli bianchi che supportano la risposta immunitaria del nostro organismo. L’Aids è uno stadio clinico in cui l’infezione da HIV fa calare drasticamente questi globuli e l’organismo non è in grado di combattere anche le malattie più banali. I sintomi dell’infezione da HIV possono non palesarsi per anni, e l’unico modo per capire se si è infetti è il test HIV. Oggi si può vivere con l’Aids, grazie a diverse terapie, ma non esistono medicinali per prevenirlo. 

vaccino

Nel 1991 il virus era particolarmente diffuso, anche in Italia. E non erano pochi i pregiudizi sui malati, gli infetti e la trasmissione del virus. Il Mattino promulgò, nel dicembre di quell’anno, la notizia per cui si potesse trasmettere addirittura con i baci. E qui arriva l’eroe. Fernando Aiuti, immunologo che ha votato la sua vita alla lotta all’Aids, a seguito di questa notizia decise di baciare, in occasione di un congresso a Cagliari, una sieropositiva, Rosaria Iardino. Un semplice scatto fotografico di questo gesto è riuscito a distruggere quella che era, effettivamente, una fake news

Coronavirus e HIV

Distanziamento fisico, paura dell’infetto, trasmissione incontrollabile. Se ben contestualizzate, le due epidemie sembrano avere molti punti in comune. E anche le nostre paure sono le stesse. Come anche le campagne promozionali rivolte al nostro senso civico e alla nostra accortezza. Fino a che punto sono costrizioni, queste? Quando riusciremo a considerarle una tutela per noi e la nostra società? I virus ci attaccano e ci rendono vulnerabili. Se ci sentiamo indifesi, allora abbiamo paura. Per combatterla ci vuole unione, unità… e forse un aiuto dai “nostri” eroi.

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