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Il Teatro Petruzzelli di Bari si reinventa

Scritto da il 3 Novembre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “La gazza ladra” – Rossini

A seguito della sospensione degli spettacoli teatrali aperti al pubblico stabilita dal Dpcm del 24 ottobre, il Teatro Petruzzelli di Bari si mette in gioco attraverso la trasmissione in streaming della Stagione concertistica 2020.

Tramite la piattaforma virtuale il teatro si avvicina al pubblico, per continuare a garantire, in alternativa al posto sulle poltrone di velluto rosse, l’accesso al divertimento e allo svago.

Breve storia del Petruzzelli

Il più grande centro di proliferazione culturale della città di Bari, il Teatro Petruzzelli, affonda le proprie origini agli albori del ‘900. Messeni elabora il progetto per la realizzazione del teatro e i fratelli Antonio e Onofrio Petruzzelli, commercianti e armatori triestini, lo finanziano. Nel 1903 la città di Bari inaugura il Petruzzelli adibito a politeama, teatro che si presta a spettacoli di varia maniera (dal greco polýs molto e thèama spettacolo).

Sin dagli esordi il Teatro ospita la rappresentazione dei grandi classici del panorama lirico, come le opere di Verdi e Puccini; dell’opéra-comique, a partire da Fra’ Diavolo musicata da Auber; e del balletto, tra cui Ballo Excelsior su musica di Marenco. Negli anni calcano il suo palco artisti di fama internazionale: Luciano Pavarotti, Plácido Domingo, José Carreras, ma anche Wanda Osiris, Totò, Nino Taranto, Macario, Joséphine Baker, soltanto per citarne alcuni.

Questa culla musicale e artistica del Mezzogiorno, nel 1975 viene dichiarata, in riconoscimento dell’alta qualità dell’attività fino ad allora svolta, Teatro di tradizione.

Poi, se era uscito indenne dai due conflitti mondiali subisce però una tragica battuta d’arresto nel 1991. Il sipario del quarto teatro in Italia per dimensioni si chiude per circa vent’anni a causa di un incendio doloso. Soltanto nel 2009 il Teatro, interamente ricostruito, riprende la propria attività.

La chiusura delle sale

A partire da marzo in ragione delle misure di contenimento del virus, i teatri chiudono i battenti e con essi anche i cinema e tutti i luoghi della cultura.

La messa in scena degli spettacoli è consentita soltanto a partire da giugno, e i teatri provano a riorganizzarsi. Per rispettare i vincoli di salute pubblica, sia gli spettatori che il personale sono obbligati a rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro. I teatri si rimpiccioliscono e la platea si riduce nel numero a quello di 200 spettatori per le rappresentazioni al chiuso.

Ripartire non è semplice e le disposizioni sollevano non poche perplessità. Eppure, anche gli artisti del Petruzzelli di Bari, lontani dal palco da più di tre mesi, tornano a indossare gli abiti di scena. Il 30 giugno l’Orchestra d’Archi del Teatro Petruzzelli diretta da Roberta Peroni celebra il ritorno della musica classica nel capoluogo pugliese.

La nuova sfida

Il fermento purtroppo dura poco. La recente sospensione degli spettacoli teatrali aperti al pubblico, disposta dal Dpcm del 24 ottobre, determina nuovi tracolli al botteghino. In virtù dell’esperienza acquisita, in compenso, la nuova chiusura semina le vecchie incertezze; e il Petruzzelli di Bari presto si reinventa. Il 26 ottobre, il Sovrintendente Massimo Biscardi, d’intesa con il Presidente della Fondazione Teatro Petruzzelli Antonio Decaro, annuncia gli innovativi intenti per la Stagione concertistica 2020.

Fino al 24 novembre, la pagina web istituzionale della Fondazione e la pagina Facebook trasmetteranno in streaming, e a titolo gratuito, i concerti in programma.

Il fine, come spiega il Sovrintendente, è quello di:

“offrire un servizio alla comunità in questo particolare momento di difficoltà e consentire alle proprie maestranze la prosecuzione delle attività di formazione e mantenimento dei livelli artistici, di studio e produttivi.”

Ascoltare un concerto da casa è un’esperienza diversa, meno avvolgente e trascinante, ma è difficile dubitare del fatto che la musica possa smettere di commuoverci.


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