Il senso di responsabilità

Scritto da il 6 Luglio 2020

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano: “La linea d’ombra – Jovanotti” 

La responsabilità può essere definita come la presa di coscienza delle proprie azioni. Non solo siamo responsabili di aver prodotto tale azione, ma addirittura, siamo consapevoli di averla compiuta con il sol pensiero.

Secondo uno studio italiano, presieduto da Eraldo Paulesu, il senso di responsabilità trae origine dal nostro cervello. La ricerca si è prefissata lo scopo di individuare le aree del cervello, associate al cosiddetto “senso di agentività”. Con questo termine, si intende la capacità di agire intenzionalmente in un determinato contesto, per generare un cambiamento. Come spiega Laura Zapparoli:

Immaginiamo di entrare in una stanza al buio e di premere l’interruttore della luce. Quando poi la luce si accende – un evento che mi aspetto – percepisco di essere stato io a produrre questo effetto, specialmente se nessun altro è presente.

Laura Zapparoli

Esperimento

Da questo esempio è stato realizzato un esperimento. È stato chiesto a 25 volontari di premere sullo schermo di un pc, l’interruttore virtuale per l’accensione di una lampadina. Ad alcuni di essi è stato chiesto di premere direttamente il pulsante d’accensione, mentre ad altri, gli sperimentatori hanno premuto loro il dito. L’idea era quella di far mimare un’azione diretta ed una indiretta. Nel primo caso, gli individui dovevano sentirsi responsabili e agenti in prima persona. Nell’altro caso, non dovevano sentirsi direttamente responsabili dell’azione appena compiuta.

Successivamente i ricercatori, hanno chiesto ai volontari di stimare il tempo trascorso tra l’azione e la sua conseguenza. Come supposto dagli scienziati, il lasso di tempo è sembrato più breve a chi ha premuto volontariamente l’interruttore. Grazie alla risonanza magnetica funzionale, che si associa alle aree premotorie e parietali è stato possibile mappare il senso di agentività. Si è inoltre dimostrato che è possibile modulare l’attività di queste aree, in modo non invasivo, con la stimolazione magnetica transcranica, alterando così il senso di agentività. Ovvero è stato possibile portare gli individui a sentirsi responsabili di azioni, per le quali normalmente, non avrebbero percepito responsabilità.

Questo studio ha permesso di stabilire, che il senso di agentività, non emerge solo dopo il compimento di un’azione, ma già prima. Come affermato da Laura Zapparoli:

Io predico che la luce si accenderà, e anche dal confronto con l’effetto della mia azione, posso così capire se sono stato io il responsabile.

Laura Zapparoli

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