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Il primo tour dei Rolling Stones

Scritto da il 30 Settembre 2019

Il 1963 fu per i Rolling Stones l’anno zero: la data del primo tour e dell’uscita dei primi singoli. Fu l’inizio del successo a un anno di distanza dall’esordio del 12 luglio 1962, al Marquee Club di Londra.

Da quella data la formazione subì dei cambiamenti: Bill Wyman (bassista) in sostituzione di Dick Taylor e Charlie Watts (batterista) al posto di Tony Chapman.

Poi il contratto con Andrew Oldham, manager che vide nei Rolling Stones gli anti Beatles e promosse la loro immagine da bad boys.

Trascinatori per la loro presenza magnetica e la musica vulcanica scalarono presto le classifiche: Chuck Berry’s Come On, primo singolo, toccò la 21esima posizione nella the UK singles chart.

Poi I Wanna Be Your Man, scritta dal duo Lennon-McCartney, raggiunse la posizione numero 12 della Uk Chart.

Con il terzo singolo, Buddy Holly’s Not Fade Away, ecco l’approdo anche negli Stati Uniti: 48esima posizione dell’American Chart e terza in quella inglese.

Il 29 settembre è la data di inizio del loro primo tour, un package tour di 30 date accanto agli Everly Brothers e Bo Diddley.

Il set degli Stones durò 10 minuti tra Poison Ivy, Fortune Teller, Money and Come On. Poi con l’avanzare del tour variarono la scaletta con Roll Over Beethoven, Route 66 e Memphis Tennessee, mentre Come On fu scartata definitivamente.

La maggior parte delle persone presenti non era venuta per sentire i giovani astri che avrebbero cambiato di lì a poco il rock and roll (il package tour prevedeva due ore di spettacolo e la presenza di vari artisti tra cui Julie Grant, Mickie Most, The Flintstones, The Rattles e Little Richard), ma i giornalisti presenti si accorsero del loro potenziale.

Qualche giorno dopo la prima tappa del tour un giornalista della NME diceva:

I can freely admit to bewilderment at recognition of the Rolling Stones. They won great appreciation for ‘Poison Ivy’, ‘Fortune Teller’, their hit parade success ‘Come On’ and ‘Money’. But not from me.

Un giornale locale dichiarava:

We couldn’t really give a verdict on the Stones, the up-and-coming young group with the caveman hairstyles, because we hardly understood a word they sang, but the teenage girls screamed, and they are the ones who put such groups on the recording map.

Il resto è storia: dopo 50 anni i Rolling Stones continuano ad incantare nuove generazioni e ad infiammare quelle vecchie, offrendo un’immagine di musica senza tempo.


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