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Il primo giorno di primavera

Scritto da il 20 Marzo 2020

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano:” Here Comes The Sun – The Beatles”

Equus nox‘, uguale alla notte, è questo il significato della parola equinozio e si usa per indicare le due giornate, durante un’intero anno, separate da esattamente sei mesi, dove le ore del giorno sono perfettamente uguali a quelle della notte.

Per gli antichi queste giornate separavano i sei mesi di sole e di caldo, di prosperità, ai restanti sei di buio e di gelo.

Gli Assiri ed i Babilonesi celebravano l’Akitu, che durava dodici giorni in cui il re, figlio degli dei, ristabiliva e sincronizzava i ritmi del cosmo, della natura e della società umana.

Una festività che celebrava il passaggio dalla stagione fredda a quella calda di cui abbiamo testimonianza risale a circa 4700 anni fa. La Sham El Nessim, letteralmente ‘fiutare il vento’, è ancora oggi festeggiata in Egitto e risale alla fondazione stessa del paese le cui strade, in questo giorno, si riempiono di colori e di gente ed i suoi abitanti organizzano picnic all’aria aperta, così da poter respirare il vento, che secondo la tradizione possiede proprietà benefiche. Il nome deriva dalla parola Shamo, antico nome sia della festa sia della stagione a cui segnava l’inizio, che significa ‘rinnovo della vita’

I simboli di questa festività sono l’uovo e le cipolle: stando alle credenze egizie l’uovo, oltre a simboleggiare la ciclicità del Cosmo e la Fenice, il mitico uccello di fuoco che risorge dalle sue ceneri, l’Uovo Cosmico fu deposto e plasmato all’arrivo della primavera da Ptah sul Nilo, dove fu covato dall’oca sacra e da cui poi nacque Ra, il Sole; secondo una leggenda l’unico figlio di un faraone si ammalò gravemente a causa di alcuni spiriti maligni, così il popolo si rifiutò di celebrare le festività, così come facevano il Faraone ed il figlio; un sacerdote del Tempio di Oun suggerì al sovrano di porre delle cipolle vicino al capo del figlio, così da respingere gli spiriti e il giorno in cui il giovane guarì fu proprio il primo giorno di primavera.

Nelle antiche terre oggi denominate Inghilterra e Germania veniva celebrata la divinità Eostre, dea dell’Est e divinità lunare i cui animale sacro era il coniglio o la lepre, e quel giorno le venivano offerte uova di serpente dipinte. Non è un caso che la parola inglese per Pasqua ( Easter) sia così simile al nome della dea.

Nell’antica Roma si celebrava il ciclo della morte e della vita, dovuto al mito degli della Frigia, Cibele e Attis: Il giovane dio, Attis, sposò una donna mortale, ma la prima sera di nozze impazzì a causa di una amante gelosa, così fuggì su un monte e si suicidò. Alcune versioni affermano che la dea Cibele, una volta intervenuta per salvargli la vita, lo trasformò in un abete; altre, invece, che lo fece risorgere tre giorni dopo la sua morte. I sacerdoti dei due dei, i Coribanti, svolgevano i riti, accompagnati dai ritmi dei tamburi. L’unica traccia rimasta di questa usanza è un ballo dell’Italia Meridionale, la Tarantella.

I greci festeggiavano i Piccoli Misteri, un rito che si usava per celebrare il ritorno di Persefone dalla madre, Demetra, ed il suo allontanamento dall’Ade, in questo modo la dea dei raccolti avrebbe fecondato la terra, rendendola prospera.

Conoscevate queste festività?


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