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Il ghiaccio, un Iceberg e un’elefante

Scritto da il 21 Aprile 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Ordinary World” – Duran Duran

Gli uomini hanno una memoria atavica, si sa. Una memoria inconsapevole, genetica quasi. Almeno così sembra. Forse è solo retaggio culturale, ma in fin dei conti è la stessa cosa. E “ricordando”, capita che  gli uomini avversino – odino addirittura – cose che in epoca post-moderna non dovrebbero essere così nocive. C’è una soluzione per tutto!

Eppure, quell’avversione persiste, è presente. La vediamo tutti i giorni. Ogni sistema culturale ha la propria. In Italia, il nemico atavico è il ghiaccio. Nel Paese del Sole questo elemento è inconcepibile. La neve, la grandine, sono cose tollerabili. Un bel grado centigrado in più e se ne vanno come sono venute. Il ghiaccio no. Il ghiaccio implica un’opera di prevenzione e di cura che sfugge al nostro ritegno. E’ quasi offensivo.

Basta guardarsi intorno

Quante volte avete visto, in timidi parcheggi solitari, alle prime luci di una giornata di inverno, uomini e donne grattare via il ghiaccio dal parabrezza della propria auto? Quelle facce imbronciate, quasi contrite… In un paese normale, avvezzo all’intercedere di questo fenomeno atmosferico nelle esistenze umane, questo processo è quasi un rito. In Italia è uno sfogo. Il gesto del raschiare gratta via i problemi. Lo stesso sforzo si potrebbe riscontrare in un minatore del Galles negli anni ’70-80. O, ancora oggi, il semplice gesto di riscaldare l’auto prima di partire quando non ce n’è più bisogno. “Rischio ghiaccio” continua a dire l’auto… Ma si rivolge alla strada, non a voi.

Il ghiaccio è un nemico

E’ l’impostazione atavica che ci fa percepire come un’aggressione il fatto che un Iceberg chiamato A-68 stava percorrendo la rotta al contrario, quella che conduceva all’Inghilterra, dove l’inquinamento dovuto alla rivoluzione industriale è nato e perdurato per quasi tre secoli. Simbolo di un sistema lei, la nazione, simbolo di un sistema lui…

Oggi il sistema economico è cambiato. Si sa, il capitalismo è noto per fare dei problemi un bisogno. Il problema ambientale è il problema del secolo, perché non monetizzarlo? Via libera alla cosiddetta svolta green. Ma a che prezzo? Il nostro stesso Ministro alla Transizione Ecologica ha chiarito che il tutto non può essere fatto a costo zero. Chi ci guadagna? I minatori del Congo o del Messico che estraggono Litio e Coltan a costo nullo per le batterie dei nostri smartphone o per le nostre auto elettriche?

 L’iceberg per fortuna si è sciolto

Non ne parleremo per i prossimi anni.  E’ questo che facciamo, evitare il problema. Parlavamo di memoria atavica.  Il Mammut, per evitare il problema di un’eventuale glaciazione si è trasferito in Africa e in India. GhiaccioSi è trasformato. In Elefante,  sopravvissuto a stento agli eventi climatici. La memoria è prodigiosa. Noi invece per trasferirci dovremmo imparare.

Vogliamo evitare l’Iceberg? L’A-68 è un simbolo. Un passo e sarebbe stato A-69. Una chiara dichiarazione di intenti del Mondo verso di noi, se non di guerra. A ricordarci che il sistema è un “do ut des”. Quello che diamo riceviamo. Abbiamo seminato vento e raccogliamo tempesta. Ma gli Iceberg hanno un codice linguistico tutto loro e ce lo comunicano come possono. Sta a noi recepirli.

 

 

 


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