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Il Dopoguerra, inizio di una nuova era

Scritto da il 11 Ottobre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Every breath you take” – Sting

Il termine del secondo conflitto mondiale ha rappresentato per il mondo intero l’ingresso in un nuovo ordine politico, caratterizzato da due blocchi contrapposti, quello atlantico e quello comunista.
Per l’Europa certificò il tramonto definitivo dell’egemonia politica delle grandi potenze che erano state protagoniste degli eventi storici fino a quel momento. Il processo di decolonizzazione che ebbe inizio segnò il declino dell’Inghilterra, che prima dei conflitti mondiali era a capo dell’Impero più vasto della Storia, e della Francia.

La dottrina Truman

La spartizione delle zone d’influenza tra le due nuove potenze non ebbe mai dei canoni espliciti, per l’impellenza dello sforzo bellico e a causa delle visioni politiche opposte. A ciò si aggiunse la scomparsa di Franklin Delano Roosevelt, a cui successe Harry Truman, decisamente più restio a scendere a patto con l’amico/nemico comunista.
Oltre ai bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki -secondo molti anche e soprattutto un monito all’URSS- il nuovo presidente americano annunciò l’impegno di soccorrere economicamente e militarmente i Paesi alleati minacciati dal comunismo, impegno che prese il nome di “Dottrina Truman”, o del contenimento.

Dopoguerra
Il senatore McCarthy

Il senatore repubblicano Joe McCarthy diede vita al Maccartismo, un’autentica caccia alle streghe per soffocare ogni possibile focolaio comunista all’interno degli Stati Uniti.

Il Piano Marshall era invece un piano di aiuti economici destinati alle nazioni europee per 14 miliardi di dollari complessivi, attraverso il quale gli USA rafforzarono la loro influenza tra i Paesi e le popolazioni europee.

Cortina di ferro in the making

Dal punto di vista politico e militare, Stati Uniti e URSS non persero tempo nel ramificare il proprio sistema di influenza.
L’URSS costituì nel 1947 il Kominform, Ufficio d’informazione tra i partiti comunisti europei. Nel frattempo, le tensioni nella Germania divisa non fecero che aumentare, portando al blocco di Berlino e alla nascita di Germania Est e Ovest.
Nel ’49 gli Stati Uniti patrocinarono la fondazione del Patto Atlantico, prodromo dei futuri progetti di unità europea, istituendo la NATO, un’alleanza militare tra i paesi dell’Europa occidentale e gli Stati Uniti.
La risposta sovietica fu immediata e nel 1955, in seguito all’entrata della Germania Ovest nella NATO, nacque il Patto di Varsavia, un’alleanza formale tra l’URSS e i Paesi dell’Europa orientale.

Il Dopoguerra in Europa

Dopoguerra

In Europa la fine della guerra significò la fine di un incubo lungo trent’anni, la pace tanto agognata portava in seno un frutto avvelenato, ossia la perdita di centralità nel dettare l’agenda politica mondiale.
Mentre i Paesi orientali finirono sotto l’ombrello sovietico, quelli occidentali mantennero la loro indipendenza.
L’influenza economica e culturale statunitense, sancita in maniera evidente dal Piano Marshall e più sottilmente attraverso il cinema o alcuni prodotti di consumo, si mischiò ad una strategia di investimenti a sostegno della popolazione che prese il nome di Welfare State, o Stato Sociale.
I risultati furono straordinari e già dal 1952 la produzione ritornò ai livelli prebellici, segnando il via del Boom economico.

L’anno precedente i maggiori Paesi europei firmarono il Trattato di Parigi, che istituì la Comunità europea del carbone e dell’acciaio, cui seguirono, nel 1957, i trattati di Roma che, istituendo la Comunità Economica Europea, iniziarono il percorso che avrebbe portato ad un Mercato comune europeo verso l’Unione europea dei giorni nostri.

I primi anni del secondo Dopoguerra sono cruciali per comprendere le ramificazioni che contraddistinguono la nostra quotidianità e studiarli attentamente è necessario per avere piena coscienza dei tempi in cui viviamo.


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