fbpx

Young

Premi PLAY per ascoltare

Traccia corrente

Titolo

Artista


Il dispositivo VAD, la nuova frontiera dei cuori artificiali

Scritto da il 26 Febbraio 2019

È stato denominato VAD il primo dispositivo di assistenza ventricolare privo di ricarica via cavo al mondo, impiantato con successo nelle ultime ore a due pazienti in Kazakistan. Grazie a questo cuore artificiale a ricarica wireless, i due -di 51 e 24 anni- hanno sconfitto l’insufficienza cardiaca della quale erano afflitti. Dietro il successo dei due impianti VAD, ideati dalla Jarvik Heart Inc., azienda nota per aver sviluppato il primo cuore artificiale mai impiantato al mondo, figura un’equipe medica internazionale che comprende anche l’italiano Massimo Masetti, direttore dell’Area Cardiovascolare presso la Fondazione Policlinico Universitario Gemelli.
Come spiega il medico:

La tecnologia associa l’impianto di un dispositivo intratoracico di assistenza cardiocircolatoria meccanica (VAD), già in uso da anni e nel nostro arsenale terapeutico, e un sistema di trasmissione trans-toracica dell’energia elettrica. Quest’ultima tecnologia denominata Coplanar Energy Transfer (CET) è stata messa a punto di recente da un’azienda israeliana (Leviticus Cardio) e consente di ricaricare il cuore nel giro di un paio d’ore in modo wireless (senza fili), lasciando il paziente libero di muoversi. Questi, infatti, ricarica il cuore artificiale indossando una cintura che invia corrente alla batteria interna del dispositivo.

Massimo Masetti

Il VAD è caratterizzato da una pompa meccanica, pensata per compensare i ventricoli malfunzionanti, e da una bobina induttiva, che rappresenta la vera innovazione dell’impianto: è proprio quest’ultima componente (denominata CET), collegata ad una batteria interna, ad accoppiarsi ad una bobina esterna; si parla dunque di energia wireless. Ogni 8 ore, tempo di durata media della batteria, la bobina esterna interviene per ricaricare il dispositivo.

Una delle implicazioni più degne di nota di questa innovazione risiede nella drastica riduzione del rischio di infezione che da sempre costituisce la principale debolezza dei dispositivi via cavo. Va inoltre osservato che disporre su larga scala dei sistemi CET e VAD comporterebbe un significativo aumento della qualità della vita per milioni di pazienti che soffrono di problemi legati alla circolazione sanguigna.


Opinione dei lettori

Commenta

La tua email non sarà pubblica. I campi richiesti sono contrassegnati con *


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.