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Il diritto alla distrazione

Scritto da il 10 Aprile 2019

Cina, arriva la fascia cerebrale che monitora il livello di attenzione degli alunni

Una fascia dotata di sensori in grado di leggere le onde cerebrali per registrare in tempo reale il livello attentivo di chi la indossa: questo l’oggetto realizzato da BrainCo in collaborazione con l’Università di Harvard e finito nell’occhio del ciclone nell’esatto momento in cui è stato impiegato nella scuola elementare di Hangzhou, in Cina, come “strumento persuasivo” per invitare gli alunni ad una costante, eterna attenzione durante le lezioni.

Se da un lato è encomiabile l’impegno preso da tante menti brillanti nel creare un apparecchio tecnologico così preciso e sofisticato da fornire dati affidabili all’insegnante – liberandolo così dal gravoso compito di richiamare continuamente all’attenzione nutriti gruppi di studenti che alle volte possono dimostrarsi piuttosto insubordinati – soprattutto visto che l’istruzione e l’apprendimento rappresentano la chiave per costruire una generazione di cittadini consapevoli, dall’altro non si può fare a meno di nutrire alcune perplessità, che si traducono in pochi quesiti: è o non è la violazione di una libertà inalienabile, quella di pensiero dissimile dalle nozioni impartite in orario scolastico? Che concezione dello studio e della cultura potrà mai maturare un bambino costretto a rimanere compostamente focalizzato, senza un secondo di distrazione, su quel che il docente spiega davanti ai suoi occhi? Come potrà costruirsi altri elementi altrettanto preziosi, quali la fantasia, germe della creatività, la serenità ed uno spirito critico che solo chi è libero di porsi domande con i suoi tempi può sviluppare?

Nonostante questo sistema di supporto all’educazione, così come l’introduzione delle telecamere di sorveglianza nelle classi di altre scuole, sia stato tutt’altro che imposto alle famiglie degli alunni, in pochi si sono interrogati su cosa ne pensassero proprio coloro che, tutte le mattine, indossano quella fascetta nera intorno al capo.
Solo il tempo ci dirà se il gioco è valso la candela oppure no.


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