Il Decreto Scuola è legge: ora si guarda alle direttive per settembre

Scritto da il 7 Giugno 2020

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano “We Can Do Better – Matt Simons”.

Avevamo già parlato Decreto Scuola partorito il 6 aprile scorso dal Consiglio dei Ministri e delle successive tre ordinanze su Maturità, esami di terza media e criteri di valutazione emanate dalla ministra Lucia Azzolina.

Il provvedimento era già stato approvato il 28 maggio dal Senato, mancava dunque il via libera della Camera dei Deputati. Oggi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto sulla scuola, che è dunque diventato legge, dopo essere stato approvato definitivamente dalla Camera con 245 voti a favore e 122 contrari.

Il testo disciplina gli Esami di Stato conclusivi dell’istruzione secondaria di primo e secondo grado, la valutazione finale degli alunni, la conclusione dell’anno scolastico 2019/2020 e l’avvio del 2020/2021, oltre alle procedure concorsuali straordinarie per medie e superiori.

La Azzolina ha precisato:

È un provvedimento nato in piena emergenza che consente di chiudere regolarmente l’anno scolastico. Il testo è stato migliorato durante l’iter parlamentare grazie al lavoro responsabile della maggioranza di governo con l’obiettivo di mettere al centro gli studenti e garantire qualità dell’istruzione. Ora definiamo le linee guida per settembre, per riportare gli studenti a scuola, in presenza e in sicurezza.

Dunque, per quanto riguarda l’Esame di Stato delle scuole medie, coinciderà con la valutazione finale da parte del Consiglio di classe, che terrà conto anche di un elaborato consegnato e discusso online dagli studenti. Mentre per la maturità è prevista la sola prova orale in presenza.

Alla scuola primaria invece dal prossimo anno scolastico si tornerà ai giudizi descrittivi al posto dei voti in decimi. Una successiva Ordinanza del Ministero dell’Istruzione darà alle scuole tutte le indicazioni operative. Inoltre si presterà maggiore attenzione alla tutela degli alunni disabili, così che i dirigenti scolastici, sulla base delle specifiche richieste delle famiglie degli alunni, potranno consentirne la reiscrizione al medesimo anno di corso frequentato nell’anno scolastico corrente. In questo modo gli studenti che hanno riscontrato particolari difficoltà nella Dad potranno recuperare il mancato conseguimento degli obiettivi didattici stabiliti nel Piano educativo individualizzato.

I candidati privatisti che dovranno sostenere l’Esame di maturità nella sessione straordinaria di settembre, potranno partecipare con riserva a tutte le selezioni e procedure di abilitazione per le quali sia richiesto il diploma di II grado: dalle prove di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato, alla formazione superiore post diploma, alle procedure concorsuali pubbliche.

Passando all’edilizia scolastica, saranno conferiti poteri speciali ai sindaci per velocizzare l’esecuzione degli interventi. Fino al 31 dicembre 2020 i sindaci e i presidenti delle Province e delle Città metropolitane potranno operare con poteri commissariali.

Inoltre cambierà il concorso straordinario per l’ingresso nella Scuola secondaria di I e II grado. I docenti che hanno i requisiti per partecipare non sosterranno più una prova a crocette, bensì una prova con quesiti a risposta aperta, sempre al computer. La prova sarà diversa per ciascuna classe di concorso. Le prove si svolgeranno appena le condizioni epidemiologiche lo consentiranno.

Le graduatorie dei supplenti saranno aggiornate, provincializzate e digitalizzate. Il Ministero potrà più semplicemente emanare un’apposita Ordinanza, anziché muoversi per via regolamentare, mentre saranno gli Uffici territoriali del Ministero a seguire il processo e assegnare le supplenze. La presentazione delle domande sarà informatizzata, in modo da rendere il tutto più veloce e immediato.

È infine prevista l’istituzione di un apposito Tavolo di confronto, presieduto dal ministro dell’istituzione, per avviare percorsi abilitanti periodici e fare chiarezza sul percorso per insegnare. L’obiettivo è quello di consentire un percorso di accesso all’insegnamento caratterizzato da una formazione adeguata anche ai giovani neo-laureati.


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