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Daniele Ciprì e il Corto Dorico: L’esigenza crea il Cinema

Scritto da il 18 Marzo 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Film muto” – Nobraino

La metamorfosi sarà il motivo del Corto Dorico 2021. Il tema rappresenta alla perfezione il mutamento che il cinema sta subendo in questi anni: dal fascino della sala alla comodità dello streaming.

Il Festival cinematografico, che quest’anno sarà diffuso da MyMovies dal 20 al 28 Marzo, avrà la direzione artistica dello sceneggiatore Luca Caprara e del regista Daniele Ciprì che abbiamo avuto il piacere d’intervistare.

I direttori artistici del Corto Dorico: Daniele Ciprì e Luca Caprera
I direttori artistici del Corto Dorico: Daniele Ciprì e Luca Caprera

Dove nasce la scelta di Metamorfosi come tema dell’evento?

Si tratta di una riflessione sul cinema: i film indipendenti non hanno nulla a che fare con quelli delle piattaforme. Secondo il mio modo di pensare i film in streaming perdono il loro fascino, rispondono a delle logiche politiche mentre il corto presenta una libertà unica. Il corto mantiene la sua indipendenza, è il più vero. I registi che li girano hanno l’occasione di mostrare ciò che pensano, non hanno limitazioni di alcun genere e possono raccontare la loro storia. Per me, per fare del VERO cinema, ci vuole l’esigenza di raccontare una storia.

Daniele Ciprì (a destra) nel 2013
Daniele Ciprì (a destra) nel 2013

Con questo non voglio dire che il cinema buono non esiste, è solo più difficile da trovare. Ora è tutto più semplice, i mezzi sono alla portata di tutti. Prima per voler raccontare qualcosa dovevi avere veramente la voglia e l’esigenza di farlo. Credo che questa sia la vera metamorfosi del cinema. Si sta guadagnando in comodità e perdendo qualcosa dal punto di vista artistico.

Maestro Daniele Ciprì, secondo lei, ci sono dei lati positivi in questa metamorfosi?

Credo che non esistano né lati positivi, né negativi. Cerchiamo di creare un festival che favorisca il dibattito e la riflessione tra amanti della Settima Arte. Abbiamo una selezione di corti provenienti da tutto il mondo che sicuramente permetterà una grande comunicazione di idee e di modi di intendere il cinema. Il festival negli anni ha saputo mettere alla luce grandi artisti italiani del calibro di Gabriele Mainetti, Laura Bispuri, Antonio Piazza e Fabio Grassadonia e di questo ne siamo molto fieri.

Mi dicono che la giuria sarà “Diabolika”

I Manetti Bros.
I Manetti Bros.

Eh sì, abbiamo deciso di chiamarla così perché al suo interno ci saranno artisti del calibro di Serena Rossi, Carlo Macchitella e i Manetti Bros, questi ultimi dirigeranno Diabolik che uscirà nei prossimi mesi.

Questo sarà il quinto anno alla guida del Corto Dorico. Cosa ti spinge a continuare in questa avventura?

Mi spinge la voglia di creare un momento in cui si può realmente parlare di cinema. Storicamente il festival viene organizzato a dicembre, siamo l’ultimo festival dell’anno (quest’anno l’edizione si svolge a marzo per via del Covid) e ritengo che creare un clima dove vige la comunicazione sia fondamentale. Dobbiamo parlare ai giovani perché sono loro coloro che vedranno i film e le società del futuro.

Daniele Ciprì
Daniele Ciprì

Daniele Ciprì ci ha raccontato di come il cinema possa cambiare e di come il corto rimane l’ultimo baluardo di un certo tipo di cinema. Un cinema artigianale, meno alla portata di tutti ma sicuramente capace di far esprimere il suo potenziale artistico. Un cinema che non ha paura di non piacere e richiede un grande sforzo nel realizzarlo, nel trovare i mezzi, talvolta anche una grande sofferenza perché, come direbbe Daniele Ciprì, la disperazione ti fa crescere!


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