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Il Capitano Ultimo al Liceo Kennedy: il racconto oltre la cronaca

Scritto da il 28 Marzo 2019

Si combatte perché si ama la comunità, fatta di persone bellissime che si vuole difendere. Io ho scelto di farlo diventando Carabiniere.

Sergio De Caprio

Com’è noto, un buon articolo deve sempre iniziare rispondendo, per prima cosa, alle famose 5 W: chi, cosa, dove, quando e perché.
Questa volta però, è la citazione scelta come apertura atipica di questo breve testo il vero fulcro della notizia, il racconto di come un incontro, tenutosi proprio questa mattina nella palestra del Liceo Kennedy di Roma, ha cambiato per sempre la percezione della Mafia e della società d’oggi alle centinaia di studenti e studentesse presenti. Ad operare con l’umiltà che lo contraddistingue e con quel carisma che solo chi ha vissuto sulla propria pelle quanto afferma possiede, è stato il Colonnello dei Carabinieri Sergio De Caprio, noto ai più con l’appellativo di Capitano Ultimo, il quale ha dedicato un’ora di rischiosa esposizione ai pericoli di un luogo gremito di gente a rinnovare un messaggio che è andato a toccare le corde più intime dell’animo umano, il risveglio di quel senso di giustizia insito in ciascuno di noi.

Al suo ingresso nell’ambiente interno della palestra è calato un silenzio davvero surreale, se si considera l’età media degli astanti e il disinteresse verso le questioni di attualità che spesso e volentieri caratterizza i ragazzi in età da liceo: segno eloquente di quanto, persino tra i più giovani, fosse palpabile la risonanza che l’evento che stava per prendere il via nel luogo della loro istruzione avrebbe avuto.

Ed è proprio la partecipazione degli studenti ad aver influito in maniera determinante nella canalizzazione del messaggio del Capitano Ultimo: le domande dei più coraggiosi, che tradivano comunque l’emozione e il senso di soggezione di chi si trova alla presenza dell’uomo, sotto scorta da 26 anni, che con la sua squadra catturò Totò Riina, capo dell’organizzazione mafiosa Cosa Nostra nel 1993, hanno costituito il trampolino di lancio verso il raggiungimento di quelle sfaccettature legate all’esperienza del Carabiniere che uno sterile testo scritto su un libro di Storia non sarebbe mai stato in grado di dare; si possono memorizzare date e luoghi, ma l’impatto di un avvenimento che ha segnato un’epoca, e che tutt’oggi continua ad avere forti conseguenze, può essere trasmesso solo dallo sguardo, dal tremito, dall’intonazione della voce di chi l’ha davvero vissuto in prima persona.
Non serve avere una piena visuale del volto del Capitano – come da programma coperto dal passamontagna – per cogliere le emozioni che, a distanza di tanti anni, continuano a divampare con rinnovato vigore nell’animo di colui che ha dedicato letteralmente la propria esistenza in favore di una nobile causa. Ragione di vita che, come si evince dalla carriera militare che sin da giovanissimo Sergio De Caprio ha scelto liberamente di intraprendere, ha sempre costituito la sua vocazione: lottare per proteggere le persone, la Legalità, lo Stato.

Gli interrogativi rivolti al Capitano hanno spaziato dal suo pensiero riguardo al Caso Cucchi a come combattere, disponendo di quegli esigui strumenti che i giovani possiedono, la criminalità che si annida in ogni luogo, anche il più insospettabile; dal ruolo svolto dai genitori in sostegno dell’indole altruista e votata al sacrificio che lo accompagna sin dalla nascita, fino ad arrivare al sentimento provato dal Carabiniere e dai suoi compagni al momento dello storico arresto del capo mafioso.

Le risposte di Sergio De Caprio non hanno deluso le aspettative: facendosi portavoce della vecchia generazione e rivolgendosi direttamente alla nuova, è come se avesse chiamato all’appello ognuno dei presenti per ricordare loro di costituire non un gruppo di vite separate, ma un unico insieme, un tutt’uno. E poiché lo Stato siamo noi stessi, non bisogna vivere affidando ogni responsabilità nel preservare la giustizia ad un organo superiore: tocca a noi in prima persona agire, nelle piccole cose di tutti i giorni, educando ed educandoci all’uguaglianza e alla legalità.

Per conoscere tutti i dettagli sull’ospite d’eccezione che abbiamo avuto il piacere di conoscere più approfonditamente, vi proponiamo il podcast dell’intervista, che potete trovare nell’apposita sezione del sito www.voicebookradio.com

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