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Il calcio è musica

Scritto da il 11 Novembre 2020

Il calcio è musica: il legame indissolubile tra passioni che si intrecciano con mille sfaccettature, dai cori da stadio ai cantautori che hanno voluto dedicare dei versi alla loro squadra del cuore, ma anche calciatori che hanno inciso dischi.

Per tutti la musica è una possibilità di esternare le proprie emozioni, indipendentemente da quali esse siano. L’amore è il tema centrale di moltissime canzoni, e non fa eccezione quello per lo sport. Tanti artisti nel corso degli anni hanno inciso versi per dar sfogo alla propria fede calcistica. Da Antonello Venditti a Lucio Battisti, passando per Luciano Ligabue e Lucio Dalla, e ancora tanti altri.

calcio e musica

Antonello Venditti

Viscerale l’attaccamento di Antonello Venditti alla sua Roma. Forse il più “tifoso” tra i cantautori nostrani. Non ha mai nascosto la sua fede giallorossa. Roma Roma Roma e Grazie Roma sono ancora oggi gli inni ufficiali della squadra capitolina. Una vera e propria lettera d’amore la prima. Un ringraziamento per le infinite emozioni la seconda. Ogni tifoso riesce ad immedesimarsi nei suoi versi, ponendo la Roma come una via di fuga da una vita difficile, che regala coraggio e voglia di andare avanti nonostante tutte le avversità. Nel 1999 incide La coscienza di Zeman, dedicando i suoi versi proprio all’allenatore ceco. Quasi una critica allo stile di gioco spregiudicato di Znedek, incapace di controllare un risultato e rivolto sempre all’attacco. Con l’Antonello tifoso che non disdegnerebbe di passare una domenica tranquilla ad ammirare Totti e compagni.

Lucio Battisti

A differenza di Venditti, Lucio Battisti non amava far parlare della sua vita privata ma solo della sua musica. Riuscì a tenere nascosta ai più la sua passione per i colori biancocelesti della Lazio. “Mio figlio era un grande tifoso della Lazio, amava andare allo stadio senza farsi riconoscere” dichiarò il padre Alfiero anni dopo la sua morte. Da quel momento diventò a tutti gli effetti un simbolo della Curva Nord, con le sue melodie a riecheggiare partita dopo partita allo stadio. I giardini di marzo è diventato uno degli inni ufficiali. Canzone scritta da Mogol che racconta il disagio di vivere di un giovane ragazzo superato grazie all’amore per la sua donna. Diventando amore incondizionato per i ragazzi con l’aquila sul petto.

Altra canzone “adottata” dai laziali è Il mio canto libero. “Sai che ovunque andrai al mio fianco tu mi avrai” cantava Lucio, versi che calzano a pennello con l’incensante voglia di dar manforte ai giocatori ogni domenica.

Lucio Dalla

Fin da bambino Lucio Dalla fu tifosissimo del Bologna. Abbonato allo stadio e occasionalmente anche commentatore alla radio. Tenne separata la sua fede calcistica e la sua musica fino a quando non venne folgorato dalle giocate illuminanti di Roberto Baggio. Una sola stagione in rossoblù ma anche la più prolifica per il Divin codino che mise a referto 22 reti in sole 30 presenze. Baggio Baggio, appunto, è il titolo della canzone scritta dall’artista felsineo nel 2001 per esaltare le gesta dell’attaccante che trasferitosi a Milano aveva lasciato un vuoto incolmabile nei cuori rossoblù. Nello stesso periodo scrisse anche Le tue ali Bologna in collaborazione con Gianni Morandi, Luca Carboni e Andre Mingardi, attuale inno ufficiale.

Luciano Ligabue

Continuiamo a salire, Luciano e la sua fede ci portano a San Siro, sponda nerazzurra. Una vita da mediano, scritta in onore di Gabriele Oriali, centrocampista “gregario” dell’Inter e della Nazionale azzurra campione del Mondo a Spagna ’82. L’artista pone Lele, così veniva chiamato dai tifosi, come esempio di tutti quei lavoratori infaticabili che solitamente non troviamo sotto i riflettori, o di chi mette tutto se stesso nelle relazione senza ricevere un “grazie. La gloria va ad altri, a quelli che segnano, ma chi mastica calcio sa perfettamente quanto sia fondamentale il lavoro di “legna” in mezzo al campo.

Un giocatore alla Gattuso, per dare un idea più recente. Malinconicamente Luciano sottolinea come raramente la vita riconosce l’impegno di un mediano. Riuscendo a toccare sentimenti e sensazioni comuni a molti, ed a spiegarle perfettamente attraverso la metafora calcistica, Una vita da mediano di Luciano Ligabue rappresenta un calzantissimo esempio di brano che riesce ad unire musica e sport. Due tra le più grandi passioni di molti di noi.

Potrebbero essere molti altri gli esempi di questo legame indissolubile. Gaetano e Giacinto scitta dagli Stadio in onore di Scirea e Facchetti, bandiere ormai lontane dal calcio di oggi comandato dal dio denaro. La leva calcistica del ’68 di Francesco De Gregori che gioca sul parallelismo tra calcio e vita di un dodicenne con la maglia numero 7. Ma anche la famosissima Partita di Pallone di Rita Pavone, che per una volta mostra il punto di vista della donna lasciata sola a casa ogni maledetta domenica. Calcio e musica: due parole e una passione. Un binomio che permette di vivere la passione per il “pallone” in modo ancor più viscerale.  Il calcio accompagna la vita di ognuno di noi. La musica lo rende immortale. Come i ricordi che affiorano ogni volta che nell’aria risuona l’eco di un coro da stadio.

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